Ravenna, Matteo Renzi incontra Marco Mancini: un caso da Report

Sta diventando un caso politico l’incontro avvenuto poco prima di Natale tra l’ex premier Matteo Renzi e Marco Mancini, il ravennate alto dirigente dei servizi segreti italiani.

Un caso sollevato dalla puntata andata in onda lunedì sera su Report in cui si mostrava il video di quell’incontro, avvenuto in un Autogrill di Fiano Romano, tra Firenze e Roma. A riprendere quel faccia a faccia una donna di passaggio che aveva riconosciuto Renzi, ma non lo 007 Mancini. La stessa donna avrebbe poi fornito il video alla redazione di Report.

L’incontro è avvenuto lo scorso 23 dicembre nei giorni decisivi per il governo Conte, all’epoca sotto attacco da parte di Renzi anche per la mancata delega ai Servizi che il primo ministro teneva per sè.

Intervistato dai cronisti di Report il leader di Italia Viva ha insinuato dubbi sulle reali circostanze che hanno portato qualcuno a filmare lui e Mancini.

Renzi motiva poi così quel colloquio in un luogo inusuale: «Dovevo incontrarlo al Senato, me n’ero dimenticato. Doveva portarmi i Babbi, un dolce romagnolo di cui vado ghiotto», spiega il senatore che aggiunge: «O lei vorrebbe dirmi che Mancini è il grande ispiratore della mia battaglia per l’autorità delegata?».

Non è la prima volta che il nome di Mancini – attuale caporeparto al Dis, l’agenzia che coordina Aisi e Aise, rispettivamente le agenzie dei servizi segreti che si occupano dell’interno e degli esteri – sale alla ribalta delle cronache nazionali. Mancini è stato braccio destro del generale Nicolò Pollari, nel 2005 è lui a riportare in Italia la giornalista de Il Manifesto Giuliana Sgrena, sequestrata in Iraq. Pochi anni dopo venne invece condannato per il rapimento dell’ Imam Abu Omar, condanna poi annullata dalla Cassazione. Precedentemente la Corte Costituzionale era infatti intervenuta allargando i confini del segreto di stato sul caso.

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