Ravenna, a Lido Adriano il primo covid hotel in provincia

RAVENNA. Si chiama Costa Paradiso e da anni è un punto di riferimento per la clientela corporate e per i turisti provenienti dal Nord Europa. L’hotel, che si trova in viale Botticelli, da ieri – quando è stato firmato l’accordo con l’Ausl – è uno dei primi alberghi a Ravenna deputati ad ospitare le persone che non possono tornare a casa perché devono smaltire la quarantena o rimanere in isolamento fiduciario, lontano dai parenti. Così l’Ausl Romagna ha individuato alcune strutture nel territorio (tre al momento, una a Rimini, una a Forlì e una a Ravenna) chiedendo la disponibilità agli albergatori. Disponibilità che Massimo Zanella, direttore della struttura, ha accordato. Sono 35 le camere messe a disposizione dell’azienda sanitaria: «Abbiamo ritenuto di aiutare: la disponibilità l’abbiamo, l’azienda sanitaria ha bisogno e quindi non ci sono problemi. È stato fatto un sopralluogo che ha stabilito l’idoneità della nostra struttura. Da parte nostra abbiamo deciso di contenere al massimo il prezzo proposto all’Ausl». La disponibilità data è fino al 30 giugno. «Speriamo non ce ne sia bisogno, perché vorrebbe dire che siamo ancora in emergenza, ma nel caso siamo pronti anche ad allungare la convenzione».

La situazione attuale
Zanella spiega anche che, in fondo, il Costa Paradiso stava già ospitando persone che in qualche modo erano bloccate dalla situazione. Non si tratta però di malati ma da «lavoratori provenienti dall’estero o da varie zone in Italia che per diversi motivi non possono tornare a casa. Ad esempio ci sono casi di persone che sono sotto contratto con un’azienda e al momento sono fermi con l’attività lavorativa». Nessun turista, e non potrebbe essere altrimenti: «Le ultime cancellazioni sono quelli provenienti dalla Danimarca e dai paesi nordeuropei che sono stati colpiti dopo di noi. Non so che tipo di estate sarà».

La struttura scelta
«L’hotel è stato scelto dall’Ausl per la sua particolare struttura: “Le nostre camere sono del tutto indipendenti, non ci sono praticamente spazi comuni. Ogni ospite ha a disposizione un cucinotto con il quale si può gestire. Sono appartamentini che permettono alle persone di passare il periodo di isolamento in tranquillità e senza incrociare nessuno. Noi ci occupiamo naturalmente di servire colazione, pranzo e cena e della pulizia». Ogni camera ha un kit per la pulizia giornaliera e il tutto verrà sanificato ad ogni avvicendamento. Una situazione molto particolare ma che Zanella – ormai trent’anni di esperienza come direttore di vari hotel – affronta con lo spirito tipico di chi lavora da una vita nell’accoglienza: «Il presidente della catena è un volontario, aiutare ci fa piacere». Poi, un sorriso finale: «Una delle condizioni che ci hanno chiesto è il wi-fi libero per tutti. Direi che quello, oggi, è fondamentale».

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