Ravenna, incendio al Bagno Waimea: danni per migliaia di euro

Un incendio doloso, pedalò, piante, tubi e cavi elettrici bruciati, con danni per alcune migliaia di euro. Nulla però in confronto allo spavento di quando, lunedì notte, dal Bagno Waimea, è partita la richiesta di aiuto ai vigili del fuoco. Le fiamme, appiccate nei pressi dello stabilimento balneare, hanno messo a repentaglio l’intera struttura e avrebbero avuto conseguenze ben più gravi se solo l’intervento dei pompieri avesse incontrato qualche intoppo lungo il tragitto verso Marina di Ravenna. Il bar per fortuna è salvo, ma per il titolare e i dipendenti ieri è stata una giornata interamente dedicata a ripulire le tracce e i danni del rogo.

La segnalazione di una cliente

Ad accorgersi che qualcosa stava bruciando, nella tarda serata di lunedì, intorno alle 22.30, è stata una giovane cliente che ancora si trovava in spiaggia. Appena notato il fuoco divampare a ridosso del Bagno, ha contattato la madre, la quale ha a sua volta avvisato il proprietario. Alessandro Mele, era uscito da non molto per andare a Ravenna, ma ha subito invertito la rotta: «Di solito dormo nello stabilimento, ma quando mi hanno detto che il Bagno stava andando a fuoco sono tornato di corsa».

Il titolare: «Salvato il bagno»

Tra le ipotesi, la più probabile è quella di un atto vandalico: «E’ piuttosto frequente – continua il titolare – che durante l’estate brucino bidoni della carta, o si assista a bravate di vario genere. A noi finora non era mai accaduto». Quel che è certo è che contrariamente a un cassonetto della carta, per incendiare un pedalò non basta una sigaretta. E’ facile che il rogo si sia propagato da lì per poi estendersi pericolosamente: «Avevo portato su il pedalone, lasciandolo sulla sinistra del Bagno, vicino ai cassonetti. Insieme a quello, sono bruciate alcune piante esterne, e col calore si sono sciolti sia i tubi delle docce sia il quadro elettrico dell’illuminazione esterna».

Bilancio, almeno 4 o 5mila euro per il pedalò, oltre a migliaia di euro ancora da quantificare per i lavori da commissionare a elettricista e idraulico. «Ci fossero state le telecamere puntate sui bidoni della spazzatura, avrebbero ripreso la scena e individuato i presunti autori. Ieri oltre agli uomini del 115, sul posto è arrivata anche una pattuglia della polizia di Stato.

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