Ravenna e il rigassificatore: “Coinvolgiamo anche i cittadini”

A giorni una task-force verrà nominata per il rigassificatore, con cui il presidente della Regione e commissario nominato dal governo, Stefano Bonaccini, si doterà di tecnici di «importanza nazionale» per gestire la fase progettuale e di installazione dell’impianto. E poi l’annuncio di un meccanismo codificato di partecipazione, che coinvolgerà cittadini, sindacati, associazioni e corpi intermedi in generale. Ad annunciarlo è l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Green economy e Lavoro, Vincenzo Colla, che assieme a Bonaccini ha incontrato mercoledì il ministro alla Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e venerdì i vertici di Snam, con presente anche il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale.


Due ipotesi di collocazione

Colla fa il punto sul posizionamento del rigassificatore e ribadisce che il tema non è «se, ma come posizionarlo nelle acque ravennati». Le possibilità – anche dopo l’incontro con l’azienda che si sta incaricando dell’acquisto della seconda nave rigassificatrice (Fsru) dopo quella già acquistata per Piombino – rimangono due. Quella del raccordo con l’impianto ex Some, di proprietà Pir, di cui andrebbero cambiate le pipe-line di collegamento a terra, oppure un hub totalmente nuovo, anch’esso offshore e in grado di ruotare in dipendenza del moto ondoso: «Le soluzioni sono quelle – conferma Colla – e verrà scelta quella più veloce. Vogliamo fare in fretta e bene».

Vincenzo Colla

Affermazione che torna a spingere l’impianto Pir come scelta prediletta a cui teoricamente sarà collegata la Fsru il cui acquisto sarà perfezionato in questi giorni. Questo ovviamente sempre che a Piombino un rigassificatore sorga, vista la contrarietà espressa dalla popolazione locale e dal sindaco: «Abbiamo rispetto della dialettica che si sta sviluppando in quella comunità, per una collocazione che in quel caso è onshore – spiega l’assessore regionale -. Era lo stesso Cingolani però che, colloquialmente, ci diceva che il primo che ha le condizioni per ospitare una Fsru la vedrà arrivare». Quindi, anche se improbabile, è anche possibile che ad attraccare al largo di Ravenna sarà la Golar Thundra, già acquistata da Snam nelle scorse settimane. Le tempistiche per l’impianto ravennate sembrano però essere quelle del 2024, come spiegava De Pascale pochi giorni fa. Colla non si arrischia nel pronosticare date finali «lo stesso sindaco ribadiva come le variabili sono moltissime. Certamente Snam presenterà l’istanza entro il dieci luglio, ci hanno ribadito che sono nelle condizioni di rispettare la tempistica da decreto».


Un pool di esperti

Nel frattempo la Regione si muoverà per i propri passaggi: «Il presidente procede molto consapevole e molto operativo, mi ha detto di preparare alcuni passaggi fondamentali alcuni dei quali avranno effettività nei prossimi giorni». In particolare il commissario Bonaccini sta lavorando ad un provvedimento per la nomina di responsabili tecnici a supporto del lavoro di analisi della parte progettuale e di attuazione: «Saranno presenti tecnici del massimo rango del know how nazionale, supportati da risorse scelte all’interno della Regione e del Comune. Una task force che supporterà il commissario nella sua azione», spiega il componente della Giunta Bonaccini. Parallelamente sarà svolta un’opera di trasparenza nei confronti di cittadini e corpi intermedi, coinvolgendoli nella fase di pianificazione: «Sarà svolta una discussione preventiva con i soggetti di rappresentanza, e quindi un programma del Patto per il lavoro e del clima sarà sul rigassificatore e avrà questo percorso, come siamo abituati a fare – conclude Colla -. Pensiamo che non solo sia giusto, ma anche responsabile. Abbiamo visto grande determinazione e disponibilità di Snam a mettere a disposizione anche i propri elaborati. Parliamo di un gruppo che ha approfondita esperienza e tra le più alte competenze per questo genere di imprese».

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