Ravenna, disegni danteschi al Museo Nazionale

“Gli artisti degli anni ’50 e i giovani della contemporaneità omaggiano Dante” ancora fino al 9 gennaio al Museo Nazionale (via San Vitale 17) nella mostra “Al mio maestro piacque di mostrarmi…”, a cura di Emanuela Fiori (direzione regionale dei musei dell’Emilia-Romagna) Paola Babini (Accademia di belle arti di Ravenna), Luisa Tori (Soprintendenza di Ravenna), autrici anche dei saggi in catalogo, con il patrocinio del Comitato nazionale per la celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.

L’esposizione presenta una interessante selezione di oltre 200 disegni originali ispirati alla Divina Commedia: 45 sono quelli eseguiti tra gli anni 50 e 60 da celebri artisti italiani del Novecento conservati al museo ravennate, di nomi da Corrado Cagli a Carlo Carrà, da Giorgio De Chirico a Emilio Greco, da Renato Guttuso a Carlo Levi.

Da questi grandi maestri hanno tratto ispirazione ventidue allievi dell’Accademia ravennate che si sono confrontati, come con “effetto specchio”, sottolinea Emanuela Fiori, sia con le grafiche del Novecento che con l’opera immortale del poeta.

«Dietro questa importante e quasi inedita collezione – spiega Luisa Tori – c’è un progetto del critico d’arte Fortunato Bellonzi. Fu lui a volere fortemente organizzare quell’incontro con Dante degli artisti d’oggi che trovò forma negli anni ‘60, in una ricchissima mostra itinerante, con una messe di opere di grande valore, successivamente acquistate dal ministero e depositate al museo ravennate».

«Un percorso didattico estremamente stimolante per i giovani artisti – commenta Paola Babini – che mette in relazione le pratiche di studio con un’esperienza espositiva importante, in un museo nazionale. I linguaggi interpretativi personali si sono declinati nella sperimentazione di tecniche e materiali diversi, dall’eccellenza del mosaico alla pittura fino alla scultura».

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