Ravenna, caso Cmc: il Kenya vuole l’estradizione del direttore

Ravenna, caso Cmc: il Kenya vuole l'estradizione del direttore

Il capo della procura anticrimine del Kenya, Noordine Hadj, si è detto pronto a emettere un mandato di cattura internazionale per Paolo Porcelli, il direttore generale della Cmc indagato dalla magistratura di Nairobi per il reato di corruzione internazionale. La giustizia africana si dimostra quindi intenzionata ad andare fino in fondo, dicendosi pronta a chiedere l’estradizione del dirigente del colosso ravennate del cemento, in modo «che possa rispondere delle accuse qui in Kenya», ha precisato il procuratore Hadj all’agenzia di stampa britannica Reuters, aggiungendo che la società italiana fino ad ora «non si è resa disponibile a collaborare».


L’ipotesi di reato
Secondo l’accusa – tracciata nero su bianco in un documento di ventuno pagine scritto proprio dal procuratore anticrimine – Paolo Porcelli e gli altri 27 indagati (tra cui figura anche il ministro dell’economia keniota Henry Rotich e altri cinque politici africani) si sarebbe reso complice di un giro di corruzione finalizzato all’ottenimento degli appalti per le dighe di Arror e Kimwarer nella contea di Elgeyo Marakwet. Appalti che, secondo la magistratura di Nairobi, «erano pieni di illegalità».

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