Ravenna, Accademia Bizantina alla Rocca Brancaleone

Leggendo di un concerto di Accademia Bizantina, si penserà quasi certamente a una serata dedicata al repertorio barocco, ma ancora una volta l’ensemble, nato a Ravenna nell’ormai lontano 1983 e che si è imposto come uno dei migliori nel panorama internazionale proprio per le sue dinamiche e inconfondibili interpretazioni in quell’ambito, stupisce il suo pubblico. Perché nel programma con cui questa sera, nel ritrovato spazio della Rocca Brancaleone (dalle 21.30) apre la sezione sinfonica della XXXII edizione di “Ravenna festival”, propone invece due capolavori del sinfonismo romantico ottocentesco: la Quarta sinfonia “Italiana” di Mendelssohn e la Terza sinfonia “Renana” di Schumann.

Che Ottavio Dantone, da oltre vent’anni saldamente sul podio di Accademia Bizantina, affronta come sempre prestando la massima attenzione all’uso di strumenti d’epoca e alla storicità della performance, restituendone un suono certamente “diverso” rispetto alle abitudini d’ascolto cristallizzate dalla prassi corrente, ma probabilmente più vicino alle realtà sonore immaginate dai compositori.

Del resto, per Dantone il passaggio tra Settecento e romanticismo ha segnato si un «cambiamento rivoluzionario in termini estetici e filosofici, ma al tempo stesso molti aspetti espressivi, interpretativi ed esecutivi del passato sopravvivevano ancora, sostanziando in noi la consapevolezza di poter leggere questa musica mettendo in rilievo particolari che un’ottica esecutiva posteriore alla creazione artistica potrebbe tralasciare o fraintendere».

È proprio infatti partendo da questo punto di vista, sottolinea ancora il direttore, «e considerando che la musica romantica presenta moltissimi spunti di ricerca filologica e studia del linguaggio, per cui ci piace pensare che autori come Mendelssohn e Schumann si possano oggi considerare, a quasi due secoli di distanza, assimilabili alla cosiddetta musica antica». Si tratta di due pagine, in ogni caso, molto amate dal pubblico, che ne scoprirà nuovi aspetti senza certo rinunciare alla trasparenza e alla spontaneità che spirano dalla partitura dell’Italiana cui Mendelssohn dà vita quale omaggio al suo viaggio nella penisola, come alla gioiosità del “quadro di vita sul Reno” tratteggiato da Schumann.

Info 0544 249244

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