Porto Ravenna, Rossi cala l’asso ai cinesi: «Bando per metà luglio»

Ven 14 Giugno 2019 | Andrea Tarroni


Porto Ravenna, Rossi cala l’asso ai cinesi: «Bando per metà luglio»

Mon 16 September 2019 | Andrea Tarroni

Aveva iniziato con un’accorata relazione sulla strategicità dell’approfondimento del canale Candiano. Di come fu importante la svolta per Suez quando si giunse a -24, non accontentandosi di 16. Di come Ravenna sia insostituibile per posizione e spazi disponibili. Poi Daniele Rossi, presidente dell’Autorità di sistema portuale, sbalordisce la platea: «La tabella di marcia stabilita con gli enti competenti per la composizione del bando per il progetto Hub è rispettata: potremo pubblicare la gara per la ricerca del General contractor in tempi brevi. Io ritengo entro l’estate, al momento posso presumere la seconda settimana di luglio».
La sede è quella del convegno organizzato da Federmanager e Bper “Investire a Ravenna, la via della Seta” e oltre a Rossi e al sindaco Michele De Pascale era presente anche l’ad di Cmit Europe Stefano Schiavo. Agli interventi di Andrea Molza (presidente Federmanager) e Fabrizio Togni (dg Bper) si è aggiunto quello dal finale fulminante del presidente Ap, che a latere della conferenza sottolinea come «non ci sia ancora stato l’incontro in cui con la Conferenza di servizi in Regione si siano analizzate le specifiche supplementari richieste perché la gara sia pubblicata, ma il mio forte auspicio espresso durante il convegno è suffragato dalla buona condivisione e dall’unità di intenti che nelle ultime settimane ho percepito rinnovata.

Se si procede così, questa potrebbe davvero essere la volta buona».
Le parole di Rossi seguono una fase complicata che ha visto uno stallo, dopo che era giunto il sì del Cipe ed erano stati incamerati anche i fondi derivanti dalla Banca europea degli investimenti, sulla parte istruttoria del bando del Progetto Hub: approfondimenti burocratici sulle tutele ambientali sembravano costituire uno scoglio più difficoltoso del previsto e in molti già temevano uno slittamento dei tempi tale da mettere a repentaglio la pianificazione.
Una schiarita era giunta già nelle scorse settimane, ma le parole di Rossi sono parse ancor più perentorie e nette.
Cinesi alla finestra
A sottolineare l’importanza del fronte del Far East, tema del convegno tenutosi nella sede di via Guerrini, era la presenza dell’amministratore delegato di Cmit Europe, il ravennate Stefano Schiavo, che nel palazzo antistante che fu del gruppo Ferruzzi e ora presidio europeo del grande gruppo cinese spiega come siano «circa 70 gli ingegneri che abbiamo già assunto. E come promesso, riteniamo entro l’anno di arrivare a 100».
Il sindaco De Pascale parte da chimica e offshore: «Sarebbe effettivamente un momento fondamentale per gli investimenti, come sottolineato da vari relatori – attacca il sindaco – e infatti sulla chimica abbiamo visto come Orion e Yara stiano muovendosi rafforzando il loro radicamento ravennate forti dei passi avanti fatti da Eni. Non possiamo dire lo stesso per l’offshore: lo spettacolo offerto dal governo è deplorevole e il trucco dell’inamissibilità degli emendamenti è stata una brutta pagina.

Adesso basta: le elezioni sono passate e non si può andare avanti nel negare un asset fondamentale a Ravenna e al Paese. Chi ha fatto promesse le mantenga». Anche perché la competizione globale, secondo De Pascale, impone fondamenti solidi: «La Via della Seta è nella Costituzione cinese, per loro è un progetto di egemonia nel mondo. In Italia viviamo un dibattito schizofrenico fra chi dice che dobbiamo bloccarlo, perché significherebbe vendergli i porti e chi esulta acriticamente per l’arrivo di forti investimenti. Io dico – sottolinea il sindaco - che dobbiamo cogliere le opportunità per noi positive del progetto di sviluppo di un grande player mondiale».
E per avere basi solide è necessaria la conoscenza: «Un passo importante l’abbiamo mosso grazie ai nuovi corsi universitari e con il progetto sul Centro ricerche di Marina di Ravenna. Era una “grande incompiuta”, adesso anche grazie alla partnership col Fraunhofer Institute può diventare un tassello fondamentale per sviluppare il know how del territorio».

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