Podismo, Turroni e Moroni azzurri ai Mondiali di 100 Chilometri

Domani a Berlino debutteranno in nazionale azzurra due romagnoli nei campionati Mondiali di 100 Chilometri. Finalmente dopo tre anni si tornerà a correre la rassegna iridata più importate di ultramaratona e Federica Moroni insieme a Gabriele Turroni si schiereranno alle 6.30 in attesa dello start, sfidando il gotha della specialità. La nostra tradizione nelle granfondo è molto quotata e vantiamo il leader di maglie azzurre Andrea Bernabei (13), Giacomo Romani, Matteo Lucchese ed Enrico Vedilei, con tre presenze da quando si è trasferito in Romagna.

Tra le donne la moglie di quest’ultimo, Maria Luisa Costetti, e Paola Fuschini. Mai una medaglia individuale, tenuto conto degli Europei, ma molte nelle classifiche per nazioni. E sarà proprio quest’ultima che i nostri due alfieri avranno nel mirino, cercando di completare prima possibile i 13 giri da 7.5 km, sommati ai 2.500 metri di lancio.

Per la riminese, tesserata Gabbi Bologna, si tratta della consacrazione di un lavoro intenso quadriennale affrontato dietro i consigli del coach Polvani, che ha portato in dote sei tricolori assoluti e tante vittorie sulle distanze di maratona e 50 km. «Debuttare a quasi 50 anni – confida la professoressa – sembrerebbe paradossale, ma sento di potermi ancora migliorare e magari farlo con la divisa azzurra addosso sarebbe fantastico. Grazie ai consigli di Monica Casiraghi, coordinatrice del gruppo femminile, abbiamo formato un gruppo granitico (Tappatà, Luna, Bergaglio e Brusamento ndr) e le trasferte di Winschoten, prima e dopo diversi raduni, sono serviti a ricevere i suoi consigli preziosi. Cercherò di correre con il sorriso, nella speranza di scendere per la terza volta sotto le otto ore e un pensierino al mio personale (7.47’53” ndr) comunque lo farò. Voglio lanciare il messaggio che non bisogna mai smettere di perseguire i propri sogni».

Come la Moroni, anche Turroni è semiprofessionista, perché è infermiere, quindi affrontare una preparazione così severa, rispettando le tabelle fornite da Vedilei, aumenta il valore dell’impresa. «Ho debuttato nella specialità – racconta il 33enne faentino – nel 2015 come sfida personale, ovviamente alla “100 Km del Passatore” della quale orgogliosamente indosso la divisa. Al ritmo di una all’anno ho continuato, ma senza velleità, poi la decisione di tentare il salto, quando il Vichingo (soprannome di Vedilei, ndr) ha confermato di potermi consigliare. Non è stato facile, ho dovuto superare anche un brutto infortunio, ma la svolta è avvenuta lo scorso anno, con il sesto posto ai tricolori di Imola (special edition del “Passatore”, ndr), ma soprattutto con il settimo di Winschoten a suon di personale 7.21’56”. La convocazione però mi è stata comunicata dopo l’argento al Conero dello scorso febbraio, dove mi sono migliorato di altri 6 minuti grazie al suggerimento fatto dal coordinatore Paolo Bravi, nei confronti del selezionatore Germanetto. Io, Menegardi, Beatrici e Giacopuzzi avremo una responsabilità in più per tenere alto il vessillo tricolore, in quanto sarà la prima volta, dopo oltre un decennio che mancherà il campionissimo della specialità, Giorgio Calcaterra».

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