Pochi nostalgici a Predappio per ricordare la morte del Duce

Pochi nostalgici a Predappio per ricordare la morte del Duce
I manifestanti presenti domenica a Predappio nell'anniversario della morte del Duce (foto Fabio Blaco)

PREDAPPIO. Nonostante la grande attesa mediatica con telecamere e giornalisti piovuti come il diluvio che si è scatenato verso mezzogiorno, fra cui anche l’inviata di “LaVanguardia”, quotidiano di Barcellona, il 74° anniversario della morte del duce è stata una rievocazione in tono minore. Se, infatti, per Mirco Santarelli di Forza Nuova si sono potuti contare fino «ad un migliaio di partecipanti», per la Questura nel corteo che si è snodato da piazza Sant’Antonio al cimitero di San Cassiano in Pennino non ce n’erano più di 300. Eppure era l’occasione per poter visitare la cripta che da oggi dopo i due giorni di apertura nel corso del fine settimana resterà nuovamente chiusa.

La famiglia

Edda Negri Mussolini, nipote del duce, all’uscita della messa celebrata dal parroco don Urbano Tedaldi, ha confermato la ritrovata intesa fra i discendenti. «La cripta è un luogo assolutamente privato e per entrarci ci sono delle regole da rispettare. Non c’è scritto da nessuna parte che la cripta debba restare aperta in quanto all’interno riposano tutti i defunti della famiglie, non solo mio nonno Benito. Quando decidiamo di aprirla facciamo una concessione. Però ci tengo anche a smentire tante, troppe chiacchiere che si fanno in merito. In primo luogo non abbiamo mai detto come famiglia di far pagare un biglietto né mai detto di volerla dare a questo o quell’altro. C’è una serena discussione, quando avremo deciso lo faremo sapere attraverso i canali social come si usa in questi tempi»

Alessandra Mussolini aveva fatto capire che la riapertura potrebbe venire dopo le elezioni magari con un sindaco nuovo. Roberto Canali, candidato del centrodestra che ha incontrato la Mussolini nel comitato elettorale, afferma: «Sono pienamente d’accordo con Alessandra, chi viene a Predappio deve avere un atteggiamento di decoro e rispetto dei luoghi perché la cripta è principalmente una tomba di famiglia. E certi abbigliamenti come la maglietta con la scritta Auschwitzland apparsa l’anno scorso sono a dir poco assolutamente inappropriati».

Il corteo partito dalla piazza con 50 bandiere tricolori listate a lutto è terminato sulla scalinata di accesso al cimitero per espresso volere della famiglia. Conclusione con il saluto romano e gli inni al duce, poi tutti silenziosamente in fila per accedere alla cripta ma solo per un istante. Nelle dichiarazioni di tanti partecipanti si percepisce l’aumento delle adesioni alla Lega. «Li capisco – commenta sempre Santarelli – noi siamo per l’uomo forte e Salvini lo è».

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