Stiamo riducendo il debito pubblico ed implementando la crescita demografica del paese. Non sarebbe credibile, neppure all’elettore più disinformato, neppure se postato sui canali telematici, ove una miriade di persone, continua a credere ciò che è palesemente falso. Non sarebbe credibile, salvo non sia inteso come trasmutazione ossimorica del significato.

Nel nostro paese, la decrescita demografica è preoccupante, il più basso livello di ricambio naturale dal 1918, cui si aggiungono circa 120mila italiani che si sono trasferiti all’estero nell’ultimo anno. Giovani in cerca di un futuro migliore, ma anche pensionati. Sui quali grava una tassazione eccessiva, ed il vergognoso blocco delle indicizzazioni. Troppo timide le proteste. I giovani emigrano principalmente nel Regno Unito, in Germania, in Svizzera, ma anche in Spagna e Francia. La disoccupazione giovanile ha oltrepassato il 30%, i laureati sono sicuramente pochi rispetto agli altri paesi d’Europa, ma nonostante questo, 4 su 10 trovano un lavoro dopo circa 36 mesi dall’acquisizione del titolo, quasi sempre precario, con stipendi risibili e scarse garanzie. Gli anziani in salute, emigrano in paesi ove la tassazione è inferiore, ed il costo della vita più contenuto. Ad esempio, il Portogallo, ma anche la Grecia, ove esiste una proposta di legge, per abbassare al 7% la tassazione sui redditi da pensione degli stranieri.
L’unica opportunita per il rilancio del paese, è l’accordo sul “Recovery found”. Non dimentichiamo però, che in buona parte, saranno ulteriori debiti, infatti, escludendo i sussidi a fondo perduto, circa 126 miliardi. Sui 208/209 del totale, saranno da rimborsare. Una cifra molto importante, che non andrà però ad aggiungersi all’immenso debito pubblico italiano. Tutti esultano, è un prestito necessario, ma razionalmente, nessuno dovrebbe essere felice d’implementare ulteriormente la posizione debitoria, soprattutto nella nostra drammatica situazione. La Banca d’Italia ci ha fornito gli ultimi dati sul debito, al 31 luglio 2020, abbiamo traguardato 2.560 miliardi ! Al 31 dicembre 2019 erano circa 2.410 miliardi. Se il dato verrà confermato, in sette mesi, siamo riusciti con significativo impegno, ad aumentare i nostri debiti di circa 150 miliardi! Lo ripeto, 150 miliardi! Credo sia una follia. Qualcuno obietterà che siamo in emergenza. È vero, ma se confermata, sarebbe comunque una cifra enorme e molto preoccupante. Inoltre, se analizziamo l’evoluzione del debito negli anni, scopriremo che è in costante aumento, un’emergenza perenne, nonostante i bassi tassi d’interessi pagati negli ultimi lustri, grazie soprattutto alla Banca centrale europea, che ha comprato e compra quote molto importanti del debito, evitandoci gravissimi rischi finanziari. Questa è la nostra eredità alle future generazioni, dopo averli precarizzati, definendoli anche “bamboccioni”. Gli abbiamo offerto il benessere attuale, ipotecandogli il futuro. Prendiamone atto con responsabilità. Auspico che il denaro che arriverà dal prestito e dal sussidio europeo, venga utilizzato per rilanciare e risanare il paese, non certo per completare un catalogo di sussidi elargiti a pioggia, senza neppure verifiche sul patrimonio e sulla effettiva necessità. Auspico che sia l’occasione per una verifica seria delle spese dello Stato, finalizzata ad un piano di contenimento, con contemporanea riduzione pluriennale del debito.
Di sovente, in politica si avvistano meteore. Promettono drastici cambiamenti, si indignano, si candidano per amministrare e cambiare il paese. Quando eletti, non di rado, i cacciatori di teste, diventano cacciatori di consensi. In un contesto così squalificante, ostentare ottimismo, non significa credere nel futuro, ma perseverare nell’illusione di un sogno, drammaticamente lontano dalla realtà del risveglio.

*Giornalista, Docente, referente di sede d’esami universitaria

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