Pale eoliche senza incentivi, Ravenna pronta alle barricate. Il sindaco: “Se rimane così, è guerra”

L’ultima stesura del Decreto Fer2, che disciplina i nuovi incentivi alle cosiddette “rinnovabili innovative”, potrebbe assestare un duro colpo al progetto Agnes, il campo eolico da 75 pale al largo del mare ravennate. Lo stesso ministero della Transizione ecologica, che aveva attraverso il titolare del dicastero, Roberto Cingolani, promesso tempistiche celeri (il più vicine possibili a quelle del rigassificatore, sotto procedura commissariale) e sostegno al progetto, ha modificato il testo che domani verrà sottoposto al parere della Conferenza unificata. E nella nuova stesura si finanziano con incentivi solo i campi eolici i cui rotori siano montati su elementi galleggianti, escludendo quelli su pali ancorati nel fondale. Una modalità che, di fatto, escluderebbe tutto il possibile eolico in progettazione nel Nord Italia, favorendo i progetti nel Sud, in particolare in Sicilia. Realtà peraltro di difficile realizzazione, essendo ad oggi installati impianti di eolico galleggiante solo a livello sperimentale.

Il ministro Roberto Cingolani

Il progetto più significativo fra quelli che verrebbero così esclusi dal finanziamento è appunto quello che sta costruendo lo studio per presentare la Valutazione di impatto ambientale e che verrebbe localizzato al largo delle coste ravennati: il progetto Agnes, il cui costo complessivo è stimato in 1,8 miliardi di euro. Il “piatto forte” dell’investimento sulle rinnovabili sarebbe rappresentato proprio dal campo eolico, la cui capacità installata è di 400 MW. A questo sarebbe abbinato il fotovoltaico fluttuante, che rappresenta un “patrimonio” da 100 MW. La totalità dell’operazione, che comprende la produzione di idrogeno verde, fornirebbe energia per 1500 gigawatt/ora all’anno. Il fabbisogno per 500mila famiglie.

La rabbia del sindaco

Il sindaco, Michele De Pascale, si dice pronto alle barricate: «Ho messo giù il telefono dieci minuti fa con Cingolani. Mi assicura che riscriveranno la norma. E sarà meglio, perché se rimane così, è guerra». Perde la sua aplomb istituzionale il primo cittadino ravennate e presidente della Provincia, che è alla guida anche dell’Upi (Unione province italiane) e, per questo, sarà fra coloro che si esprimeranno in sede di Conferenza unificata sul decreto Fer 2. Il Fondo energie rinnovabili (vedi altro articolo ndr) escluderebbe dall’incentivazione, secondo l’ultima formulazione depositata, l’eolico con pale ancorate al fondale, finanziando solo quello con impianti galleggianti ed escludendo, così, il progetto Agnes, al largo di Ravenna. «La riscrittura è per andare incontro a quei movimenti Nimby che dicono no a qualsiasi cosa e trovano sempre una maniera per non fare le cose. Perché questo atteggiamento – assicura De Pascale – finirà per bloccare tutto l’eolico in Italia. Così come avvenne per le estrazioni di gas». Un atteggiamento che il sindaco non è disposto ad accettare: «Sono irremovibile: non passeranno. Perché sono convinto che la comunità ravennate, in ogni sua espressione favorevole al progetto, si mobiliterebbe contro quest’insensatezza». Per andare incontro alla questione paesaggistica secondo il presidente dell’Upi ci sono altre maniere: «Mettano una distanza minima dalla costa come discrimine del finanziamento, se ritengono. Tanto Agnes è così lontano da essere invisibile dalla costa. E’ tempo però – conclude il primo cittadino – di superare un’ipocrisia, soprattutto in questa fase di bollette salatissime. Vogliamo guardare Netflix sul tablet accomodati sul lettino, giunti al mare col Suv, mentre sul gas bolle lo spaghetto allo scoglio. Però non sia mai che al nostro orizzonte si stagli una pala eolica in lontananza. Così non si va da nessuna parte».

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