Ospedali, addio alla solitudine: allentate le restrizioni per il Covid

Due anni e mezzo di paura, malattia, morte. Due anni e mezzo di restrizioni e sacrifici. Con misure che avevano azzerato perfino gli affetti. Quelli più cari, quelli che si regalano ad un familiare ricoverato in ospedale, in gravi condizioni o in punto di morte: presenza e abbracci. Due anni e mezzo di Covid e di buio. Poi, finalmente la luce in fondo al tunnel: arrivano i vaccini, calano i morti e i ricoveri in rianimazione, diminuiscono i contagi. E dalla direzione sanitaria dell’Ausl Romagna parte, finalmente, la direttiva tanto attesa, la più attesa: allentare le restrizioni e garantire ai visitatori accessi liberi nei reparti. Problematica, questa, molto sentita dai cittadini riminesi e sollevata dal Corriere Romagna, proprio nei giorni scorsi. Con interventi dei vertici dell’Ordine degli Infermieri e del legale del Tribunale dei diritti del malato di Rimini (leggi altro articolo in pagina).

Conferma il direttore generale Tiziano Carradori: «Ieri (lunedì, ndr) ho dato disposizione ai direttori dei presidi di alleggerire vincoli e divieti. La situazione pandemica generale e territoriale è migliorata e le condizioni per rimuovere certi obblighi ora ci sono». E se anche il vertice della Sanità romagnola, colui che più di tutti è deputato a garantire la salute dei cittadini, lo certifica, vuol dire che davvero il virus è calato, si è affievolito, insomma, fa meno paura.

L’ospedale di Rimini

Sottolinea la direttrice medica dell’ospedale di Rimini, Francesca Raggi: «Diciamo che pian pianino stiamo tornando alle condizioni pre pandemiche. Quando in ospedale i parenti dei malati, i visitatori, potevano entrare con una certa regolarità, anche per più volte al giorno, e restare nei reparti per un buon periodo di tempo. Per questo abbiamo stabilito che visite e “coccole” possano protrarsi per almeno 45 minuti, con una certa attenzione, però, ai fragili. E qui aggiungo che l’allentamento delle restrizioni riguarda anche le assistenze h24 ai pazienti più gravi, dove è di nuovo consentita l’alternanza».

Restano le direttive ministeriali

Insomma, si torna davvero a respirare un’aria diversa. Un’aria di libertà. E si torna a vivere con più tranquillità. Continua la direttrice dell’Infermi: «E’ evidente, però, che le direttive imposte dal Ministero della Salute restano, come quella di poter entrare in ospedale solo, però, se muniti di certificazione verde (il più noto green pass, ndr), o di avvenuta guarigione da covid, o di tampone negativo. Per quanto riguarda, invece, la specifica regolamentazione delle visite nei vari reparti, questo, ovviamente, sarà compito dei direttori di unità operativa (primari, ndr) stabilirlo».

Come in passato, dunque. Quando in Rianimazione o nei reparti “fragili” si entrava con una certa cautela, mentre in altre unità operative la libertà era, naturalmente, maggiore. Commenta il primario di Cardiologia, Giancarlo Piovaccari: «Abbiamo ricevuto disposizioni dalla direzione generale sulla possibilità di allentare le restrizioni adottate in questo periodo di lotta al Covid. Tenendo conto, ovviamente, dei benefici che possano derivare da un’assistenza continuativa o da visite di più lunga durata, in particolare ad anziani o fragili, va detto, però, che il tutto dovrà essere gestito caso per caso, a seconda della situazione. E così, mentre fino a l’altro ieri c’era una certa, comprensibile, rigidità, adesso c’è un vero e proprio ammorbidimento dei vincoli. E i parenti potranno anche essere convocati, là dove necessiti, per un’assistenza prolungata al malato».

Aggiunge il primario di Oncologia, Davide Tassinari: «In passato i contesti variavano in base all’andamento epidemiologico. Ora, invece, abbiamo avuto direttive indirizzate verso un allentamento delle restrizioni»

E allora, addio a tute e scafandri, molto usati per gli ingressi nei reparti. Addio alle camere degli abbracci, dove malati e familiari si abbracciavano divisi da una protezione di plastica. Addio alla solitudine dei ricoverati e alla disperazione dei parenti. Da oggi baci e abbracci torneranno ad essere veri, reali. Come una volta.

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