Nicola Bassano saluta, lascia il fellinologo del Comune di Rimini

Con un saluto low profile affidato ai social Nicola Bassano, il fellinologo in forza alla Cineteca di Rimini e dunque al Museo Internazionale Federico Fellini, saluta tutti e se ne va. Ritorna nella sua Reggio Emilia, da dove ha fatto su e giù con la riviera per otto anni. Da quando cioè, nel 2014, aveva vinto il concorso che l’amministrazione comunale aveva lanciato per dotarsi di un «esperto di Fellini», tecnicamente di un «istruttore direttivo culturale», da inserire nella squadra della Cineteca dopo che, con la disciolta Fondazione Fellini, il Comune aveva ereditato il patrimonio legato al nome del grande regista. E in vista tra l’altro della realizzazione, già all’epoca preventivata, del Museo Fellini.

La notizia era risaputa da almeno inizio estate ma solo ieri, primo giorno da non dipendente comunale di Bassano, il diretto interessato l’ha comunicata ufficialmente. Una decisione presa in gran parte per motivi familiari. «Oggi inizia una nuova avventura. Dopo 8 anni di grandi soddisfazioni è arrivato il momento di voltare pagina», si è limitato a scrivere Bassano su Facebook, dove ha ringraziato «le persone con cui ho condiviso tanti momenti indimenticabili in questi anni».

In tanti lo hanno a loro volta ringraziato per il lavoro svolto. Ma in tanti si sono anche chiesti: e ora?

Al di là del caso personale (decidere di cambiare lavoro è non solo legittimo, ma spesso anche salutare), resta infatti la questione di fondo: quale gestione per il Museo Fellini? Perché appare da tempo evidente come la struttura messa in piedi, al netto dell’idoneità e della buona volontà dei suoi componenti, è a dir poco al di sotto delle aspettative, alla luce dell’importante intervento realizzato tra Castel Sismondo e il Palazzo del Fulgor.

Nell’organigramma dei servizi culturali del Comune di Rimini, infatti, Cineteca e Museo Internazionale Federico Fellini sono sotto la responsabilità direttiva di Marco Leonetti che ora, dopo l’uscita di Bassano, risulta peraltro l’unico funzionario «culturale» in forza al settore (tecnicamente «unità operativa») al quale sono inoltre assegnati due dipendenti con qualifica amministrativa.

Per il prestigioso contenitore inaugurato un anno fa – per il quale si era ventilata peraltro in passato anche l’ipotesi di una direzione ad hoc – dovrebbe essere in arrivo in realtà prossimamente la nomina di un Comitato scientifico, mentre la figura di Bassano sarà probabilmente rimpiazzata (lo si spera) con le modalità che vorrà decidere l’amministrazione comunale. Il ché sarebbe peraltro una sorta di «minimo sindacale».

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