CALCIO SERIE C

06/02/2019 - 05:53

di SANDRO CAMERANI

Gudjohnsen è già stato stregato dal Ravenna

"Contro la Fermana ho visto la squadra combattere: qui c’è grande spirito di gruppo"

Gudjohnsen è già stato stregato dal Ravenna

RAVENNA. L’uomo venuto dal freddo è pronto. Pronto per scaldare i cuori giallorossi, aiutare i compagni a santificare la salvezza in largo anticipo e poi, magari, mettersi in testa il pensiero stupendo di centrare i play-off, magari non dalle ultimissime piazze disponibili. Non è pensare troppo in grande né troppo avanti, perché la società giallorossa non si è tirata indietro neppure sul mercato invernale, investendo ancora su giovani garantiti. Esposito ha un avvenire importante assicurato e l’ha dimostrato anche nelle primissime gare disputare con il Ravenna, a Gudjohnsen invece il futuro glorioso l’hanno pronosticato già diversi tecnici ma è anche da qui che l’attaccante islandese dovrà spiccare quel volo che in molti considerano abbastanza scontato per lui.

Piacere, Aron

Il nuovo attaccante del Ravenna è stato quindi presentato nella tarda mattinata (o primo pomeriggio, dipende dai punti di vista) di ieri al Bruno Benelli, introdotto dal direttore sportivo della società giallorossa, Matteo Sabbadini: «Si tratta di un giocatore voluto fortemente dal Ravenna, ha caratteristiche che si sposano benissimo con quelle dei nostri altri attaccanti. Ringrazio lo Spezia per la fiducia, Gudjohnsen aveva molte richieste ma evidentemente il Ravenna giustamente è considerata una società che lavora seriamente con i giovani».

La palla è poi passata al neo ravennate: «La prima volta in Italia per me è stata appena pochi mesi fa a La Spezia, sono felice di giocare in questo paese E di essere arrivato a Ravenna. Ho debuttato con pochi minuti però va bene, debbo conoscere meglio le caratteristiche dei miei compagni. Li ho visti però combattere su ogni palla nonostante il terreno pessimo e questo mi ha fatto capire il clima della rosa ed il grande spirito del gruppo. La mia famiglia ovviamente mi segue, sia mio nonno che mio padre sono ex giocatori, sono in contatto continuo con loro, mi aiutano».

Viva l’Islanda

Sulla grande crescita del calcio in Islanda questo il parere del neo giallorosso: «Ora che la nazionale ha fatto grandi risultati forse c’è più responsabilità nel portare in Europa questa bandiera, ma io per la verità sono orgoglioso di far parte di un movimento in continua crescita e che in Islanda è sempre più seguito. Personalmente debbo migliorare nei movimenti in campo e nel gioco con il piede destro, mentre di testa e col sinistro me la cavo bene direi».

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