SUPERBIKE

25/10/2018 - 12:16

Rea corre per la storia, Melandri per il futuro

A Losail l’inglese insegue il record assoluto di vittorie mentre il ravennate resta a caccia di un team per il 2019

Rea corre per la storia, Melandri per il futuro

LOSAIL. Jonathan Rea insegue solo se stesso e Doug Polen. L'inglese della Kawasaki, ha 16 successi in questo 2018: ne manca uno per il record stagionale di Polen (17), inoltre può superare il record di punti in una stagione (556 centrati da lui stesso due anni fa) e per farlo deve raccoglierne 36.

Come fare? Semplice: vincere le ultime due manche e centrare la sesta doppietta consecutiva.

Avversari a piedi

Gli avversari hanno fame ed alcuni sono avvelenati. Oltre a Chaz Davies (Ducati) e a Michael Van Der Mark (Yamaha) Rea deve guardarsi da Marco Melandri (altra Panigale), e da Eugene Laverty (Aprilia). Questi ultimi due sono a piedi e... furiosi. Marco sta facendo un buon campionato, ma Ducati gli ha preferito Alvaro Bautista; l'irlandese, invece, era già pronto a salire sulla Bmw che il suo attuale team gestirà nel 2019, ma gli è stato preferito Tom Sykes. Sia Marco che Eugene vogliono vincere per cercare di agguantare un sellino (anche se ne rimangono pochissimi e l'ultimo in un team ufficiale è il 2° in casa Honda non certo un mezzo forte in Sbk).

Melandri ha anche un appuntamento con la storia. Il pilota Ducati che vince chiude la carriera del bicilindrico, il motore che ha fatto grande il marchio italiano, portandolo nella leggenda. Dal 2019 arriva la Panigale V4. Chiaro che l'obiettivo è condiviso da Davies, che vuole ribadire di essere l'unico e vero “anti-Rea” della Superbike.

Aprilia e Sava

La scelta del team Milwaukee, che abbandona Aprilia, lascia a piedi anche Lorenzo Savadori. Il cesenate è pilota di fiducia della casa italiana che pare, però, destinata a levare le tende da una competizione in cui, nell'ultimo decennio è stata più forte di Ducati, Yamaha, Honda, battuta sola da Kawasaki. Sono 3, infatti, i titoli della Rsv4: 2 con Max Biaggi e uno con Sylvain Guintoli. È da tempo che i vertici Aprilia, dopo aver iniziato l'esperienza MotoGp, non considerano più questo campionato, sbagliando: qui vincevano, in MotoGp non arrivano nemmeno a vedere il podio con il cannocchiale. Il programma 2019 con Andrea Iannone e Aleix Espargaro non sembra garantire un cambio di tendenza...anzi.

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