CALCIO

18/07/2018 - 11:50

di FABIO BENAGLIA

Dopo il fallimento dell'Ac Cesena si prova a ripartire

Venerdì scade il termine per le manifestazioni di interesse: per dare nuovamente un futuro al calcio bianconero

Dopo il fallimento dell'Ac Cesena si prova a ripartire

CESENA. Da dove si riparte? Da uno stadio vuoto che al momento non è la casa di alcuna squadra, uno stadio che tra l’altro non sa bene come si chiama. L’accordo di naming Orogel Stadium riguardava Pubblisole e Ac Cesena, ex affittuaria del Manuzzi: ora che l’Ac Cesena non c’è più, sarà un altro nodo da sciogliere con il buonsenso.

Appello alle imprese

Da lunedì il calcio bianconero appartiene al Comune di Cesena, per un interregno che proverà essere il più breve possibile per il “piano D”. Nella nota emessa ieri dal Comune, si precisa: «Nessuno ha presentato ufficialmente proposte, né è possibile sapere in anticipo se accadrà. Noi ci auguriamo di sì, ma ci permettiamo di lanciare comunque un appello al sistema delle imprese perché ora, senza più il peso di una gestione societaria che ha dimostrato tutti i propri limiti, si sentano protagoniste di quella ripartenza sportiva e morale che tutta la Romagna attende».

Per ora si resta nel campo dei sondaggi (alcuni fuori regione e a quanto pare anche dall’estero). L’ufficializzazione della scomparsa dell’Ac Cesena ha acceso un po’ di fermento delle ultime ore, anche se per ora non sembra esserci nulla di concreto. Per i parametri da rispettare fa fede il bando del Comune: le adesioni vanno presentate entro venerdì al Protocollo del Comune o tramite raccomandata. La verifica delle proposte ci sarà lunedì mattina, quando si riunirà la commissione tecnica per una prima valutazione. Nel pomeriggio un secondo esame dalla commissione sportiva diretta da Dionigio Dionigi.

Entro mercoledì

Quando si conoscerà il futuro del calcio a Cesena? Nelle intenzioni del Comune, a stretto giro di posta: martedì o al massimo mercoledì prossimo.

Entro metà della prossima settimana sarà scelto il gruppo che poi dovrà presentarsi alla sede della Figc dicendo: «Siamo il nuovo Cesena e vogliamo iscriverci alla serie D 2018-2019». A quel punto la Federazione valuterà a sua volta se il gruppo ha i parametri giusti per diventare una società affiliata. Nel caso di soggetto nuovo, il costo varia da 150.000 a 300.000 euro, con l’ingresso in D attraverso una deroga, visto che il Comune di Cesena ha già Romagna Centro nella stessa categoria. E se non ci sarà alcuna offerta praticabile? Verrà emesso un nuovo bando o più probabilmente si andrà a trattativa diretta.

Pubblisole riunisce le forze

Sul fronte locale, il gruppo Pubblisole si sta attivando per allestire un pool di una quindicina di aziende (alcune anche esterne al consorzio) che hanno dato una disponibilità di massima per aggregarsi. L’idea in prospettiva è creare una Newco con una operazione-ponte di tre-quattro anni che possa favorire l’interessamento di un soggetto che possa assumere il ruolo di leader. Perché al momento quello che manca è proprio il singolo che possa tirare le fila e faccia da referente per un nuovo progetto sportivo per nulla semplice, per tanti motivi. Intanto si comincerà in ritardo, ma con la consapevolezza che se una squadra che porta il nome “Cesena” si iscrive alla serie D, non potrà farlo solo per partecipare. I tempi obbligano a fare tutto di corsa e c’è una storia che ti impone di gareggiare per vincere. Piuttosto complicato, come punto D partenza. E siamo solo all’inizio.

In corsa

In alternativa, l’ipotesi di una confluenza verso il Romagna Centro non è da trascurare. Da una parte, due società di serie D nella stessa città sono troppe, dall’altra però sarebbero da valutare le reazioni di una piazza di migliaia di tifosi che troverebbe a Martorano un rifugio dalla tempesta. E questo varrebbe anche se il rifugio si chiamasse Rumagna, Torresavio o Nuova Virtus, ovvero si approdasse in una realtà cesenate che non è il Cesena. Poi sarà sempre la gente a valutare tutto. La Bologna del basket ha vissuto travagli simili quando la Virtus Bologna risorse dalle ceneri appoggiandosi alla stampella della frazione Castelmaggiore.

Nacquero due Virtus: la Futurvirtus (Castelmaggiore) e la Virtus 1927, che ebbe vita brevissima, con una penna eccellente come il giornalista Walter Fuochi che risolse il dibattito in una frase: «La Virtus sarà dove andranno i suoi tifosi». Sarà così anche per il Cesena.

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