CALCIO

09/07/2018 - 12:21

di ALESSANDRO BURIOLI

Cesena, comunque vada la settimana sarà epocale

La salvezza del club porterebbe a un repentino cambio di governance: l’alternativa è il fallimento dopo 78 anni

Cesena, comunque vada la settimana sarà epocale

CESENA. Da ormai un mese e mezzo ci si affaccia al lunedì parlando di settimana decisiva. Questa no. Non sarà solo decisiva. Sarà, in un senso o nell’altro, epocale. Perché se non accadrà nessun miracolo, mercoledì pomeriggio il cda del Cesena annuncerà la fine della corsa dopo 78 anni comunque indimenticabili e si farà carico di portare, il prima possibile, i libri in tribunale. Ma se invece tra domani e mercoledì accadesse qualcosa di inimmaginabile anche solo una settimana fa, allora il Cesena potrebbe ottenere la transazione fiscale, iscriversi al campionato, restare in vita e... cambiare governance. Con una presidenza che potrebbe, per la prima volta nella storia, non essere romagnola. Questo stando ai pochissimi (visto che chi sa non dice in quanto “silenziato” da clausola di riservatezza) “si dice”.

Vivere o morire

L’album di Motta, tutt’altro che indimenticabile nonostante sia appena stato premiato con la Targa Tenco, c’entra nulla. Vivere o morire è quanto è dato attendersi nei prossimi giorni, vedendo questa storia dalla parte di chi, in questo momento, lotta con addosso la maglia dell’Ac Cesena. «A giugno i dipendenti della società erano 98/100 (calciatori compresi, ndr). Oggi, visti i fine contratto, saranno 85. Tutti questi perderebbero il lavoro. Se riusciremo a salvarli? Io ci credo con tutte le mie forze e martedì lo saprò», è quanto strappato ieri sera a Giorgio Lugaresi. Un Lugaresi che sabato aveva anticipato che anche nel caso in cui le cose andassero bene presto non sarà più presidente. Perché ci sarà un amministratore? O perché ci sarà una nuova proprietà?

Anche una nuova proprietà?

In caso di ritorno alla vita da parte del Cavalluccio, gli imprenditori italiani legati ad un fondo inglese che stanno dando una mano all’Ac Cesena in questa complessa operazione dovranno decidere quali delle due strade scegliere: limitarsi a mettere un loro uomo al comando o dare la scalata alla società. Probabilmente faranno prima l’una e poi, una volta rimesso in pista il Cesena e “saltati” i due processi (quello sportivo del 17 luglio sulle plusvalenze e quello al tribunale di Forlì del 9 agosto per richiesta di fallimento), anche l’altra. Nel caso, questi ancora ignoti imprenditori dovrebbero rilevare la società a zero euro accollandosi solo il debito con l’Agenzia delle Entrate (la transazione fiscale con il taglio da 32 a 20 milioni rimborsabili in 20 anni è doppiamente vitale: per mantenere il Cesena in B e per il successivo cambio di governance). Agli attuali soci, che eviterebbero il fallimento, resterebbero i 10 milioni di debiti con i fornitori.

Ma prima di pensare al domani, anche a quello a cui lavora il sindaco in caso di fallimento, meglio pensare all’oggi. A vedere se i 6 milioni di finanziamenti (fideiussione da 4,5 milioni per l’Agenzia delle Entrate e un milione e mezzo cash) arriveranno per davvero. E a capire se l’Erario darà risposta favorevole alla richiesta di transazione. E a sapere che ne sarà dell’Ac Cesena al termine di questa settimana che, già si sa, sarà epocale.

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