CALCIO

27/06/2018 - 15:31

di DANIELE DELLA STRADA

Cesena verso il fallimento. «Plusvalenze ad arte per nascondere buchi»

Numerosi i motivi della Procura che chiede il fallimento. Non pagate le vecchie rate con fisco né quelle bancarie

Cesena verso il fallimento. «Plusvalenze ad arte per nascondere buchi»

CESENA. È stata firmata dal procuratore capo facente funzione Filippo Santangelo e dal sostituto procuratore Francesca Rago la richiesta di fallimento dell’Ac Cesena che verrà esaminata dalla sezione Fallimentare del Tribunale Civile di Forlì in seduta collegiale il prossimo 9 agosto.

La richiesta è stata protocollata il giorno dopo il “secondo no” della Agenzia delle Entrate ai piani di risanamento proposti dalla società. «Oggi il Cesena versa in una complicata situazione economica che rende oltremodo complesso soddisfare i creditori» ha scritto l’Agenzia delle Entrate.

Tanto da convincere i Pm (anche dopo l’esplicita denuncia fatta nel mese di aprile dalla Figc) come la gravosa situazione del Cesena venga da lontano essendo stata ereditata (si legge nel provvedimento) dalla “Precedente gestione amministrativa”».

La Procura conosce il passato dell’Ac Cesena. Ha infatti chiesto in più volte il rinvio a giudizio sia per Igor Campedelli (il vecchio presidente) ed una volta anche per Lugaresi: a processo in uno dei procedimenti ancora aperti sulla vecchia gestione del Cesena, in qualità di firmatario del primo bilancio “ereditato”, quello del 2012. La Procura spiega come i debiti tributari ora ammontino a 34 milioni di euro (fine 2017).

L’8 maggio 2018 l’agenzia delle Entrate li ha computati in 38,6 milioni per un totale dovuto all’erario però di 40 milioni.

Plusvalenze

La Procura parla anche di plusvalenze nella richiesta di fallimento. In maniera similare al deferimento arrivato la Procura federale sportiva.

«La grave situazione deficitaria appena descritta viene “superata” dall’Ac Cesena grazie alle iscrizioni a bilancio delle plusvalenze derivanti dalle compravendite di giovani calciatori».

Nell’ultimo bilancio esaminato dalla Procura senza quei “surplus” di alcuni giocatori, anziché un utile da 60 mila euro l’Ac Cesena avrebbe dovuto dichiarare un ulteriore passivo da 4 milioni.

La Finanza ha esaminato ad esempio compravendite di giocatori (con Chievo Verona) datate 2015 e 2016. Sottolineando cifre ritenute “spropositate” per nomi in buona parte sconosciuti ai tifosi di calcio.

Andrea Magrini, Francesco Mazzavillani, Thomas Gkaras, Matteo Bartoletti, Lorenzo Sarini, Nicola Andreoli, Luca Concato, Fatlind Mahmuti, Sebastiano Folletto e Lordsail Eziefula sono tutti nominativi che “trattati” con Chievo Verona e inseriti nei bilanci, hanno creato sbilanciamenti di plusvalenze oscillanti ognuna tra il milione ed i 2 milioni e 200 mila euro. Per un totale che nei due anni in esame supera i 15 milioni.

«Nel frattempo - scrive la Procura - i soci sono intervenuti per far fronte ai fabbisogni dei debiti in scadenza e di limitare le azioni di creditori, visto il non sempre puntuale pagamento dei debiti. Si aggiunge che in virtù del futuro piano di rinegoziazione del debito con l’erario, la società non sta rimborsando il debito derivante dalle rateizzazioni concesse; e stesso discorso vale con i debiti bancari».

Per la Procura dunque lo stato di insolvenza del Cesena Calcio è sostanzialmente attestato. Di qui la richiesta di farla ufficializzare dal tribunale.

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