CALCIO SERIE D

07/04/2018 - 16:01

di ALESSANDRO BURIOLI

Choc Rimini: a porte chiuse la partita che può valere la C

Bottiglietta d’acqua lanciata addosso al portiere dell’Imolese a fine partita: con il Romagna Centro senza tifosi

Choc Rimini: a porte chiuse la partita che può valere la C

RIMINI. La sorpresa di Pasqua più gradita, i giocatori, i dirigenti e i tifosi del Rimini se l’erano scartata già una settimana fa, battendo l’Imolese e mettendo in cassaforte la promozione in Serie C. A scoppio ritardato, però, ecco arrivare una sorpresa amarissima.

Una gara a porte chiuse

Il Comunicato Ufficiale N°122, che la Lega Nazionale Dilettanti ha messo in rete nella serata di giovedì, si chiude infatti con una vera e propria mazzata per il club biancorosso e per i suoi tifosi. Nell’ultimo capitolo prima della firma del sostituto giudice sportivo Fabio Pennisi si legge: «Ad integrazione del comunicato 121 del 4 aprile 2018, alla voce “A carico Società”, si aggiunga Rimini una gara a porte chiuse ed ammenda di 500 euro». Quindi vengono descritte le motivazioni, così come riportate nel referto del Commissario di campo e non in quello dell’arbitro: «Per avere sostenitori del Rimini introdotto e fatto esplodere, all’interno del settore loro riservato tre petardi; per avere al termine della gara, lanciato una bottiglietta semipiena all’indirizzo di un calciatore della squadra avversaria (il portiere Rossi, ndr) colpendolo allo stomaco. Sanzione così determinata in considerazione della oggettiva idoneità della condotta ad arrecare danno alla incolumità fisica dei presenti».

Festa senza tifosi?

Questo significa che, per colpa di pochissimi (in particolare di chi, invece di gioire per il 3-1 all’Imolese, ha scagliato una bottiglietta contro gli avversari), nessuno potrà assistere a Rimini-Romagna Centro in programma domenica 15 aprile. Cioè la partita che dovrebbe ufficializzare il ritorno dei biancorossi tra i professionisti (sempre che la squadra di Righetti non anticipi i tempi già domani a Città di Castello contro lo Sporting Trestina). In un comunicato diffuso nel tardo pomeriggio, il Rimini «esprime il proprio sincero rammarico per l’accaduto». E dopo aver stigmatizzato il gesto, la società «rende altresì noto che si è già attivata al fine di rendere più indolore possibile la sanzione in occasione dell’incontro Rimini-Romagna Centro. Una giornata che nelle intenzioni di tutti dovrebbe essere di festa, un momento di gioia da vivere assieme a tutta la città e agli sportivi riminesi». Il Rimini farà ricorso d’urgenza contro il provvedimento del giudice sportivo. Ricorso che sarà dibattuto tra giovedì e venerdì. Facendo leva sul fatto che non la società in questa stagione non ha mai ricevuto una diffida del campo, gli avvocati del Rimini proveranno a chiedere la cancellazione della squalifica del campo. Magari “sostituendola” con un’ammenda più robusta. Perché sarebbe una clamorosa beffa dover giocare la partita che vale la promozione, quella che corona un intero campionato, all’interno di uno stadio deserto. Perché non è moralmente giusto che tutti debbano pagare l’errore, anche se grave, di un individuo o di pochi individui.

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