CALCIO

04/01/2018 - 12:35

di FRANCESCO BARONE

La condizione del Comune: «Diciamo no a due Rimini»

L'assessore Brasini apre a Mestrovic: «Ci ha mostrato progetti interessanti ma le tempistiche non vanno forzate»

La condizione del Comune: «Diciamo no a due Rimini»

RIMINI. Avanti con il progetto legato a Giorgio Grassi. No a due Rimini sotto lo stesso cielo. E per quanto riguarda lo sbarco di Ivan Mestrovic in piazza del Popolo, un bel «nì».

Gianluca Brasini, assessore allo Sport del Comune di Rimini, interviene sulla possibile fusione-acquisizione che porterebbe l’attuale presidente del Santarcangelo a diventare anche il numero uno della squadra biancorossa, con tanto di trasferimento, armi e bagagli, dal “Valentino Mazzola” al “Romeo Neri”.

Un passo indietro

Un’operazione che potrebbe concludersi entro questo mese. Nei prossimi giorni, infatti, il 38enne imprenditore croato, diventato da poco proprietario della società clementina, incontrerà Grassi. O sarebbe meglio dire, incontrerà di nuovo. Perché i due si sono visti più volte. Ma la prossima dovrebbe essere quella decisiva. Per il futuro del Rimini, ma anche per quello del Santarcangelo. Se l’attuale patron biancorosso dovesse dare il via libera, Mestrovic entrerebbe nell’organigramma, puntando immediatamente a un campionato di vertice, con l’obiettivo di riportare la serie B in riva all’Adriatico. Viceversa, se Grassi dovesse respingere le avance, l’idea di Mestrovic e soci sarebbe quella di sbarcare in città utilizzando una squadra minore: il Rimini United.

No a due Rimini

Ma su questa ipotesi arriva il no secco dell’Amministrazione. «Sarebbe solo e solamente una forzatura davanti alla quale non potremmo mai far buon viso a cattivo gioco - conferma Brasini - già qualche stagione fa si è manifestata questa soluzione e sappiamo tutti come è andata a finire. Una lotta intestina, fratricida, alla quale non vogliamo più assistere. E su questo non transigiamo».

Avanti con Grassi

Per quanto riguarda, poi, la possibile fusione-acquisizione del Rimini, l’assessore ha le idee molto chiare. «Nell’estate 2016 è stata data fiducia a Giorgio Grassi perché abbiamo ritenuto il suo progetto serio e con basi solide. Un progetto che conteneva al suo interno degli obiettivi ben precisi da raggiungere attraverso alcuni step. Fino a questo momento, quegli obiettivi, sono stati tutti raggiunti. A rimarcare la bontà e la serietà di quanto dichiarato da Grassi. Quindi noi abbiamo massima fiducia nella sua persona».

Porte aperte, ma...

Questo, però, non significa non guardare anche un po’ più in là. «Con Ivan Mestrovic abbiamo avuto alcuni incontri - chiude Brasini - dove ci è stato prospettato il progetto che loro avrebbero sulla Rimini calcio e sull’area Ghigi. Si tratta di progetti interessanti, ma che hanno bisogno di tempo per essere realizzati. Forzarli produrrebbe solo disagi. Per quanto riguarda il Rimini, Grassi ha sempre detto di essere disponibile verso nuovi partner, può darsi che il gruppo capeggiato da Ivan Mestrovic possa essere uno di questi. Ma ripeto, ci sono delle tempistiche da rispettare e soprattutto delle volontà. Per quanto concerne l’area Ghigi, anche qui sono state spese tante belle parole, ma dire che è già tutto deciso, no. Anche perché ci sarà un bando da soddisfare e nessuno può avere la sicurezza di vincerlo».

Insomma, tutto dipenderà dalla volontà di Giorgio Grassi che, fino a questo momento, è giusto sottolinearlo, ha mantenuto le promesse fatte.

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