SAN MARINO

11/01/2019 - 11:45

Targhe di San Marino in Italia, il Titano chiede lumi al Viminale

Il segretario Nicola Renzi propone una sospensione della norma in questione, in attesa di un auspicato provvedimento legislativo

Targhe di San Marino in Italia, il Titano chiede lumi al Viminale

SAN MARINO. Una soluzione condivisa per superare l’impasse del Decreto sicurezza. Determinato a dirimere la questione della circolazione in territorio italiano delle automobili con targa sammarinese, il governo del Titano si è rivolto direttamente alla Farnesina e al Viminale. Ieri mattina, infatti, i segretari di Stato agli Affari esteri e agli Affari interni hanno affidato all’ambasciatore d’Italia a San Marino, Guido Cerboni, due diverse missive, indirizzate rispettivamente al ministero degli Affari esteri e al vice presidente del Consiglio, Matteo Salvini.

Frutto di un intenso lavoro diplomatico, le due lettere mirano a individuare una soluzione condivisa ai problemi sorti dopo l’approvazione dell’articolo 29 bis del Decreto sicurezza, che ha introdotto il divieto di circolazione sul territorio italiano per i veicoli con targa straniera guidati da chi è residente in Italia da oltre 60 giorni.

Contestualmente all’avvio della “contrattazione”, nella mattinata di ieri, il segretario di Stato Nicola Renzi ha accolto con ampia soddisfazione la pubblicazione della circolare con cui il ministero dell’Interno ha fornito indicazioni operative per l’applicazione delle norme riguardanti la circolazione stradale. Un segnale, secondo Renzi, di attenzione da parte del governo italiano verso le richieste le perplessità fatte presenti da San Marino. L’ordinanza, infatti, riconosce l’esistenza di una questione aperta su San Marino, come espresso al punto 13 dell’allegato 3, dove si rinvia a un successivo approfondimento della normativa, al fine di rivedere il coinvolgimento della Repubblica sammarinese nell’ambito di applicazione delle norme, anche in virtù dei rapporti particolari e di buon vicinato italo-sammarinesi. L’articolo 29 bis del Decreto sicurezza sta infatti creando notevoli difficoltà a imprese, lavoratori frontalieri e privati cittadini, costretti per ragioni famigliari, di studio, di sicurezza o di salute a lasciare condurre le proprie auto da chi risulti residente in territorio italiano. Proprio per ovviare a tali disagi, il segretario di Stato Nicola Renzi propone di addivenire a uno scambio di note per arrivare a una sospensione della norma in questione, in attesa di un auspicato provvedimento legislativo.

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