SAN MARINO

San Marino, infortunio mortale alla Cotes: condannato l’investitore

Sette mesi di prigionia, pena sospesa e risarcimento del danno da liquidare in sede civile

09/11/2018 - 07:24

San Marino, infortunio mortale alla Cotes: condannato l’investitore

SAN MARINO. Sette mesi di prigionia, pena sospesa e non menzione nel casellario giudiziale e risarcimento del danno da liquidare in sede civile. È la sentenza di condanna del conducente del camion che il 12 maggio del 2017, ha investito e ucciso nel piazzale della Cotes il collega Salvatore Bertucci, frontaliero 55enne reesidente a Santarcangelo. Il giudice Roberto Battaglino ha anche fissato una provvisionale complessiva di 35mila euro a favore dei famigliari della vittima, 12.500 euro per ciascuno dei genitori e 5000 euro per ciascuno dei due fratelli.

La tragedia

Nell'ultima udienza del processo periti, testimoni e lo stesso autista del camion hanno ricostruito nel dettaglio ciò che avvenne all'interno del piazzale dell'azienda di Rovereta, proprio alla fine della giornata lavorativa. La vittima era di spalle e al telefono e non si accorse del camion che stava effettuando manovra di retromarcia. Determinante la mancata accensione del cicalino acustico che segnala un mezzo in manovra. Nelle conclusioni gli avvocati di parte civile, Daniele Cherubini e Gian Luca Micheloni, hanno evidenziato proprio la mancata attivazione del cicalino di retromarcia e la mancata richiesta di farsi assistere da colleghi che potessero dare indicazioni al camion in manovra. I legali che tutelano i famigliari della vittima hanno quindi parlato di “comportamento negligente e imprudente”. Di qui la richiesta delle parti civili del risarcimento del danno da liquidare in sede civile con la richiesta di una provvisionale di complessivi 70mila euro, della quale il giudice ha accordato un importo della metà.

Di corresponsabilità del Bertucci ha parlato invece l’avvocato difensore, Nicola Maria Tonelli. Il legale aveva chiesto l’assoluzione per difetto dell’elemento psicologico del reato colposo, non riscontrando la prevedibilità ed evitabilita dell’evento da parte del proprio assistito. Il procuratore del Fisco Roberto Cesarini aveva chiesto la condanna a 8 mesi.

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