SAN MARINO

01/11/2018 - 10:30

San Marino, "Npl Delta, ordinanza ignorata, svalutati di 200 milioni di euro"

La minoranza: "La commissione non andava convocata, maggioranza irresponsabile"

San Marino, "Npl Delta, ordinanza ignorata, svalutati di 200 milioni di euro"

SAN MARINO. Impegni disattesi, istituzioni parlamentari “usate”, un Cda spaccato, per una perdita da 200 milioni di euro che poteva essere evitata: l'opposizione incontra la stampa per raccontare la sua versione della “svendita” degli Npl Delta, avvenuta nella Commissione consiliare Finanze riunita in seduta segreta lunedì. I membri di Pdcs, Psd, Ps, Dim della Commissione, restando nella riservatezza dovuta, tirano le somme sulla decisione presa dalla maggioranza, attraverso un Ordine del giorno che definiscono “preconfezionato” con cui hanno avvallato la decisione di vendere il pacchetto Delta di Cassa di risparmio, presa in via definitiva dall'Assemblea dei soci nella serata di lunedì. «Il governo e la maggioranza - spiega Francesco Mussoni, Pdcs - hanno disatteso l'Odg del Consiglio dell'11 gennaio scorso che imponeva la gestione pubblica degli Npl». E ancora: «Vi è stato un utilizzo delle componenti istituzionali che ha rallentato il processo decisorio per poi venire meno agli impegni presi dall'Aula». Per il consigliere, malgrado le scadenze ravvicinate imposte dalla Società di gestione dei crediti Delta, «si doveva valutare un riavvio negoziale - suggerisce - per evitare di prendere una decisione sugli Npl, nel corso di indagini della magistratura».

Le ordinanze diffuse on line infatti avrebbero imposto una pausa di riflessione e non di continuare l'iter di vendita. Per questo «l'opposizione - motiva - ha deciso di non prendere parte alla votazione» dell'Odg della maggioranza. Marianna Bucci, Rete, rimarca come in tutto il processo di vendita sia il Consiglio Grande e Generale che la Commissione Finanze siano state usate «per avvallare atti impropri con vizi procedurali».

Non solo, Bucci spiega che, come è emerso in Commissione durante l'audizione dei membri del Cda di Cassa, la decisione sulla cessione non è stata affatto unanime, «per la spaccatura tra maggioranza e opposizione anche all'interno del Cda dell'istituto». Per Iro Belluzzi, Psd, c'era volontà di vendere i crediti Delta «al di là di ogni enunciato». Lamenta poi la mancanza di volontà della maggioranza di sedersi attorno ad un tavolo per valutare altre opzioni. Con il risultato che «la cessione degli Npl è stata decisa a un valore più basso di almeno 150-200 mln di euro - manda a dire - rispetto quanto è stato riferito dai membri del Cda di Cassa di minoranza».

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