SAN MARINO

04/10/2018 - 11:39

Riforma fiscale a San Marino, la Csu boccia le proposte e minaccia lo sciopero

"La correzione e il riequilibrio del carico ricadono solo sulle spalle di lavoratori e pensionati"

Riforma fiscale a San Marino, la Csu boccia le proposte e minaccia lo sciopero

SAN MARINO. Riforma tributaria, la Csu boccia tutte le proposte del Governo e si dice pronta alla mobilitazione generale. Nelle osservazioni scritte, consegnate ieri al Congresso di Stato, la Centrale sindacale unita mette nero su bianco che «la legge di riforma tributaria ha posto in essere alcuni punti di equilibrio molto complessi e delicati che non possono essere modificati con una serie di interventi spot, finalizzati unicamente a fare cassa» dove quella che dovrebbe garantire «la correzione e il riequilibrio del carico fiscale», in realtà carica «ancora una volta di tasse i lavoratori e i pensionati». La Csu definisce quindi «inaccettabile modificare sostanzialmente e strutturalmente una legge approvata nel 2013, dopo un lungo e sofferto confronto, senza un adeguato dibattito a livello parlamentare e nel Paese». Da qui il guanto di sfida: «Se si vuole cambiare la legge si abbia il coraggio di farlo con un’altra legge e non con il solito decreto blindato che frustra ogni tentativo di confronto democratico».

La Centrale sindacale bolla quindi come inaccettabili tutte le proposte elaborate dall’Esecutivo, a partire dagli aumenti delle aliquote «in quanto le misure contenute si traducono unicamente in un mero aumento della tassazione per i lavoratori dipendenti e i pensionati».

Lotta all’evasione

Per la Csu il modo più “semplice”, rapido e concreto per combatterla passa dall’esame delle incongruità fra patrimoni e redditi dichiarati. E come deterrente suggerisce, per chi viene condannato, che sia applicata la certezza della pena. E a proposito di legge chiede all’Esecutivo di abbassare sensibilmente la soglia oltre la quale scatta il reato penale. Pollice verso anche alla cancellazione delle deducibilità e all'uniformazione della quota di abbattimento sui redditi da pensione dei soggetti residenti a quella attualmente prevista per i redditi da lavoro dipendente.

Frontalieri

La Csu infine giudica indegno l'abbattimento per questi lavoratori la detrazione del 7% e della no tax area. Per la Csu è la riproposizione pura e semplice della tassa etnica.

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