SAN MARINO

07/08/2018 - 09:33

Addio all’albergatore Luigi Rossi, colonna portante del ciclismo a San Marino

Il ricordo della campionessa Daniela Veronesi. Nel suo hotel ospitò atleti sconosciuti e big diventandone «amico e confidente»

Addio all’albergatore Luigi Rossi, colonna portante del ciclismo a San Marino

SAN MARINO. Mondo dello sport in lutto per la morte di Luigi Rossi, classe 1932, titolare dell’omonimo hotel ristorante «più che un appassionato una vera e propria colonna portante del ciclismo nella Repubblica di San Marino. Meglio ancora - lo ricorda Daniela Veronesi, campionessa sammarinese di ciclismo - un amico grande del ciclismo. Sia quello giovanile e dilettantistico, che quello professionistico». Ieri si sono svolti i funerali e in tanti gli hanno voluto dare l’ultimo addio. L’albergo di Rossi per anni ha fatto da base per le squadre professionistiche e gli atleti impegnati in zona.

«Non dimentichiamo - scrive Veronesi su Tuttobiciweb - che nella gloriosa società ciclistica Juvenes di San Marino gareggiarono, tra gli anni 70 ed 80, atleti di spessore, uno per tutti quel Glauco Santoni poi “gregario” di lusso di tanti campioni come Gimondi, Moser e Visentini. Nell’apprezzato hotel-ristorante che portava il suo nome Luigi Rossi aveva posto il... quartier generale dei suoi amici ciclisti. E’ bello ricordare come “da Rossi” trovava sempre cordiale ed appassionata ospitalità quello che, negli anni 80, fu il primo team professionistico del Titano: l’indimenticabile Alfa-Lum, che annoverò tra le proprie fila, tra gli altri, ciclisti famosi come Maurizio Fondriest, Marino Lejarreta, e Dimitri Konichev. Senza omettere, poi - ricorda ancora Daniela Veronesi - l’ospitalità affabile e sincera, e l’amicizia disinteressata che Rossi ebbe ad offrire anche al team professionistico di ciclismo femminile - una rarità per quei tempi - sempre targato Alfa Lum, che in quel periodo mieteva successi a livello nazionale ed nternazionale anche con la sottoscritta. E con me, Luigi e sua moglie Giuliana furono, e sono rimasti, come due genitori. Per tutti questi “ragazzi”, spesso lontani dai propri affetti, Luigi Rossi era l’uomo di cui fidarsi e l’amico sincero e fedele con cui confidarsi. Una sorta di padre adottivo o di fratello maggiore, per giovani uomini che avevano fatto del ciclismo la loro professione di vita. E un amico anche di chi aveva fatto dell’organizzazione del ciclismo la propria vita, come il conterraneo Giovanni Michelotti per decenni braccio destro del patron del Giro d’Italia Vincenzo Torriani. Con Luigi Rossi se ne va, probabilmente, la parte migliore del ciclismo sammarinese, quella animata solo dalla passione per lo sport del pedale».

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