SAN MARINO

21/05/2018 - 16:51

«Su quattro neo assunti solo uno è residente»

La Fli-Csu: «La legge sviluppo è un clamoroso fallimento. In frenata anche la crescita delle imprese»

«Su quattro neo assunti solo uno è residente»

SAN MARINO. «Su quattro nuovi occupati solo uno è residente, mentre la crescita delle imprese è in frenata rispetto agli anni scorsi». I segretari della Federazione Industria Csu, Enzo Merlini e Paride Neri, tornano alla carica, chiedendo al Governo un deciso cambiamento di rotta sulle politiche del lavoro. Nel mirino c’è la Legge Sviluppo varata sei mesi fa: legge nata con l’obiettivo di combattere la disoccupazione interna attraverso la liberalizzazione delle assunzioni e applicando disincentivi economici per le aziende che ingaggiano personale oltre confine. Ma come ampiamente annunciato, denunciano Merlini e Neri, questi interventi legislativi si sono rivelati un «clamoroso fallimento».

A certificare l’insuccesso sono gli ultimi dati disponibili del bollettino dell’Ufficio di Statistica che registrano un aumento occupazionale di 485 unità nel settore privato, ma di questi solo poco più di 120 sono sammarinesi o residenti. «Praticamente solo un nuovo occupato su quattro proviene dalle liste di avviamento al lavoro di San Marino, mentre l’anno scorso, quando la Legge Sviluppo non esisteva, il trend occupazionale era opposto: su 303 nuovi assunti, 230 erano sammarinesi».

Sono numeri, continuano i segretari Fli-Csu, che «dimostrano la totale inefficacia del mix liberalizzazione-disincentivi in un mercato occupazionale di piccole dimensioni come il nostro, che ha invece bisogno di filtri d’ingresso».

E anche sul fronte imprese i numeri dell’Ufficio Statistica non sono incoraggianti: l’incremento di 73 aziende registrato in marzo è inferiore rispetto a quello degli ultimi anni: nel 2017 l’incremento del numero di imprese fu di 81 rispetto all’anno prima e furono 76 le imprese in più nel 2016 rispetto al 2015.

«Quanto pensa di attendere ancora il Segretario di Stato al Lavoro per uscire dalla sua protervia e capire che la Legge Sviluppo è sbagliata e che va profondamente rivista?», è l’interrogativo dei segretari Federindustria Merlini e Neri, che tornano a chiedere all’intero Congresso di Stato l’apertura di una «cabina di regia generale» capace di sostenere «un vero confronto» su temi cruciali come il lavoro e lo sviluppo economico.

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