SAN MARINO

29/03/2018 - 15:12

Progetto di legge su monofase di imposta: la Commissione Finanze dà l’okay

Civico 10: «Si dà un messaggio al Paese: i famosi “furbetti” non rimarranno più impuniti»

Progetto di legge su monofase di imposta: la Commissione Finanze dà l’okay

SAN MARINO. Civico 10 applaude al via libera dato lunedì sera dalla Commissione Finanze al progetto di legge di iniziativa popolare “Su crediti monofase e crediti d’imposta alle banche”, di cui è stato “sponsor” fin dalla fase di raccolta firme. Dalla sede del movimento di maggioranza, il capogruppo Luca Boschi e i consiglieri Luca Santolini e Jader Tosi fanno il punto sull’attualità politica, partendo dal risultato più recente. Il testo presentato dalla cittadina Karen Pruccoli è stato infatti approvato con 8 voti a favore e 4 contrari, ma lo spirito in Commissione con le opposizioni è stato “collaborativo”, assicura Santolini.

Accumulo dei crediti

Rispetto alla versione originale del Pdl, sono state introdotte delle modifiche con emendamenti del governo e persino concordati e votati all’unanimità dai commissari. Sul primo articolo, relativo ai crediti monofase, «è stata introdotta una novità importante con cui si dà un messaggio al Paese - chiarisce il consigliere - cioè che i famosi “furbetti” non rimarranno più impuniti». Il provvedimento parte infatti dalla volontà di affrontare il problema dell’accumulo imponente di crediti nei confronti del fisco sammarinese, stimato in 300 milioni di euro, «a cui non si è mai dato seguito ad azioni di responsabilità, anche verso gli amministratori, in caso di gestione imprudente di società», spiega Santolini. Con il Pdl esaminato in Commissione, sono quindi estesi i termini di prescrizione, in caso di azioni di responsabilità, che passano da 2 a 5 anni. Non solo «viene tolta la discrezionalità politica- prosegue - per cui, se fino ad oggi i governi hanno deciso di non procedere ad azioni di responsabilità per gli insolventi, ora è stato introdotto un automatismo». Così, «nel momento in cui le aziende non procedono a pagare debiti con l’erario, di qualunque natura, quindi non solo crediti monofase, si da’ mandato all’Avvocatura di Stato di stabilire, a seconda degli importi dovuti, se c’è convenienza e interesse pubblico nell’andare a perseguire tali situazioni».

Unanimità in Commissione

Così, dopo il parere positivo dell’Avvocatura, il governo è vincolato a procedere. Ad ogni modo, la volontà è quella di «colpire chi ha gestito in modo imprudente la sua società - sottolinea Santolini - non chi ha difficoltà per motivi di mercato». Su questo articolo, sottolineano i civici, è stata raggiunta unanimità della Commissione, malgrado i dubbi espressi dall’opposizione sulla mancanza di retroattività che rende impossibile perseguire i furbetti che hanno lasciato 300 milioni di euro di buco nell’erario. Ma la questione è ancora aperta: con l’aumento a 5 anni della prescrizione, «è stato concordato di proseguire con le valutazioni dal punto di vista giuridico, da qui alla seconda lettura - spiega Santolini - per poi eventualmente inserire correttivi all’unanimità».

Il secondo articolo del provvedimento, relativo alla costituzione di un comitato di sorveglianza chiamato a monitorare l’andamento del credito di imposta delle banche, è stato abolito, perché in Finanziaria si è già proceduta a istituire questo organismo. Entro giugno verrà organizzata un’audizione in Commissione Finanze per avere il resoconto della sua attività. «L’audizione verrà fatta prima della seconda lettura - aggiunge il consigliere - per poter intervenire con dei correttivi in caso emergessero criticità nel controllo».

Debiti con lo Stato

Infine, in Commissione al provvedimento è stato inserito un ulteriore articolo che introduce «una lista di trasparenza dove verranno elencate persone fisiche e giuridiche che hanno contratto debiti con lo Stato superiori ai 20 mila euro da almeno un anno e che non hanno concordato piani di rientro». Il voto finale dell’opposizione è stato contrario al provvedimento, ma l’auspicio dei civici, è che, quando verrà portato in Consiglio grande e generale in seconda lettura, dopo l’audizione del Comitato di vigilanza, si possa infine raggiungere il favore unanime dell’Aula.

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