L'ULTIMATUM DOPO 15 ANNI

Il prefetto: «Nuova questura, tutto pronto entro settembre o sceglieremo l'ex Inpdap»

Palomba attende il «piano dei lavori e del rientro dei debiti della Dama». In caso contrario, individuata altra struttura in via Carlo Alberto Dalla Chiesa

di SIMONE MASCIA

21/08/2014 - 09:29

 Il prefetto: «Nuova questura, tutto pronto entro settembre o sceglieremo l'ex Inpdap»

 

RIMINI. «O dentro o fuori, lo vogliamo sapere massimo a settembre». E in caso non arrivi «il piano di rientro dei debiti con la banca e quello dei lavori da eseguire», è già sul tavolo il piano B per trovare un’alternativa alla cosiddetta nuova questura di via Ugo Bassi: «La prima è l’edificio ex Inpdap, tre piani in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, di proprietà dello Stato e pronta quasi chiavi in mano».

E’ arrivato l’ultimatum dopo 15 anni di ricorsi al Tar, tavoli, mediazioni, rotture e promesse sfumate a un passo dal traguardo. Il prefetto Claudio Palomba vuole dare un taglio alla telenovela che si trascina con la Dama, la società costruttrice del colosso che dovrebbe accogliere i vari reparti della polizia. Il condizionale è quanto mai d’obbligo: Palomba ha avuto l’ultimo incontro a luglio con «il titolare della società, Gianfranco Damerini, i suoi legali, commercialisti e la banca che ha finanziato ila costruzione».

Obiettivo: «Ottenere le rassicurazioni perché gli interventi da fare per aprire la struttura venissero realizzati», spiega Palomba ,che però non ha ricevuto «alcun piano dei lavori e nessuna rassicurazione». Una svolta la potrebbe dare però la banca con cui la Dama ha contratto un debito per la costruzione dell’immobile da 16mila metri quadrati ormai in stato di abbandono. Debito che si aggira attorno ai 20 milioni di euro e potrebbe essere risanato versando allo stesso istituto di credito il canone di affitto annuale da 943mila euro - sottoscritto in novembre da Damerini e dal ministero dell’Interno - che andrebbe così anche a pagare gli ultimi lavori da 1 milione, 1 milione e mezzo necessari per fare arrivare la polizia.

Una strada concreta, considerato che la banca chiederebbe un «mandato a vendere», continua il prefetto, «davanti a ulteriori insolvenze, potrebbe diventare proprietaria della struttura e venderla a terzi».

Gli acquirenti, tra l’altro, ci sono anche: a cominciare da un ente pubblico che si è mostrato interessato, dopo che lo stesso Palomba si è mosso nei mesi scorsi a Roma per riuscire a percorrere la strada della cessione. Che però richiederebbe come condizione necessaria il perfezionamento del contratto di locazione con gli attesi lavori. E dire che «una ditta seria in 6, 7 mesi riuscirebbe a finire gli interventi», chiariscono ancora dalla prefettura, dove attendono una risposta entro settembre: «O dentro o fuori, e se si va avanti vogliamo tutte le garanzie richieste». In caso contrario, sono stati fatti già diversi sopralluoghi per non restare con il cerino in mano. «Abbiamo individuato nello stabile dell’ex Inpdap ormai fuso con l’Inps, uno dei luoghi dove potere andare», afferma Palomba: «E’ uno stabile di tre piani, in cui potremmo trasferire numerosi uffici della attuale questura in corso Augusto: sarebbe l’ideale ma solo se non andasse in porto la trattativa attuale». Una soluzione sembra quindi in vista e, nel caso si dovesse dire addio a quella di via Ugo Bassi, Palomba è certo: «Non avremmo nessun rammarico: abbiamo fatto l’impossibile».

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