PARLA L'AVVOCATO DE RENSIS

03/08/2014 - 11:49

di ALESSANDRO MAZZA

«Troppe lacune, ora le riempiremo»

«Troppe lacune, ora le riempiremo»

L'avvocato De Rensis

RIMINI. Parole d’ordine “riempire le lacune”. Colmarle tutte è l’obiettivo dell’avvocato Antonio De Rensis che tutela la famiglia Pantani nella battaglia per stabilire la verità giudiziale sulla morte del pirata.
Avvocato, si tratta di omicidio volontario o preterintenzionale?
«L’ipotesi penso sia la prima che ha detto. Una ipotesi di reato c’è ed è al vaglio degli inquirenti e probabilmente a carico di ignoti».
Studiando i faldoni ha trovato incongruenze, quali?
«Sono tantissime, non posso fare l’elenco. Sorvolando sul fatto che non sono state prese impronte digitali e che il video della scientifica ha molte interruzioni, penso che formulare una ipotesi di overdose dopo poche ore sia una incongruenza grande come una casa e da lì parte tutto il resto».
Spesso si è sentito parlare di indagini frettolose, che ne pensa?
«Ognuno svolge le ricerche come vuole. Penso che queste nuove indagini dovranno sicuramente colmare tutti i buchi delle prime. Questo è l’obiettivo: delineare una verità diversa da quella stabilita all’epoca che è stata un po’ veloce e forse anche lacunosa».
E come mai questa svolta dopo 10 anni?
“Mi fa una domanda alla quale non posso rispondere. Io devo fare il mio dovere e con il professore Avato cercheremo di cancellare ogni dubbio su questa vicenda, abbiamo lavorato 9 mesi per questo».
La perizia è il cardine della riapertura delle indagini...
«No, si basa su molte cose: perizia, indagini difensive, una rivisitazione degli atti d’indagine processuale. Molte cose che si intersecano e che si confortano le une con le altre. Per noi il percorso da compiere è molto chiaro».
Qual è?
«Colmare le lacune, quando si inizierà a farlo allora si capirà in che direzione si va».
E secondo lei quale sarà la via?
«Noi vogliamo andare in una direzione diversa da quella della versione ufficiale, altro non posso dirle».
Chi può aver tramato per l’omicidio?
«Non posso rispondere perché c’è una indagine. Ci sarà tempo per approfondire, posso dire che ci sarà molto lavoro da fare».

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