RICCIONE

17/04/2014 - 10:03

Zaffagnini condannato per abuso d'ufficio

Ristrutturazione al Sixty: Cade la corruzione

 Zaffagnini condannato per abuso d'ufficio

RICCIONE. E’ caduta l’accusa più grave, corruzione, derubricata in abuso d’ufficio, mentre per gli altri addebiti edilizi inizialmente contestati era già intervenuta la prescrizione. Così ieri l’ex dirigente del settore Edilizia privata e Urbanistica del Comune di Riccione, Guglielmo Zaffagnini, è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione (l’accusa chiedeva complessivamente oltre sei anni). Sotto accusa c’era la soprelevazione di una tettoia al quinto piano dell’Hotel Sixty. Oltre al 53enne ingegnere riminese, figlio dell’ex sindaco Pci, il tribunale ha condannato a quattro mesi di reclusione anche la moglie dello stesso Zaffagnini, ma sempre per il solo abuso d’ufficio in concorso (difesa dall’avvocato Alessandro Catrani, all’epoca dei fatti era responsabile dell’ufficio referti del settore edilizia del Comune di Riccione) e il progettista della ristrutturazione, un ingegnere riminese di 52 anni (difeso dagli avvocati Paolo Righi e Mariano Rossetti), considerato dagli investigatori un prestanome del dirigente pubblico, “vero” direttore dei lavori. I giudici hanno invece assolto con la formula più ampia l’amministratore della società proprietaria dell’albergo, un 54enne, originario della provincia di Ascoli Piceno (difeso dagli avvocati Roberto e Cesare Brancaleoni). «Dopo anni di indagini e di dibattimento - commentano i legali - risulta così pienamente confermato che il nostro assistito e la sua società hanno sempre agito correttamente, nel pieno rispetto delle leggi, credendo e confidando che le stesse venissero rispettate anche dai tecnici da loro regolarmente incaricati». Il Tribunale ha anche disposto la revoca integrale del sequestro e la restituzione della somma di 175mila euro a suo tempo sottoposta a vincolo. L’imputato nell’affidare l’incarico non sapeva della funzione pubblica ricoperta da Zaffagnini. Secondo l’accusa, l’ex dirigente, difeso dall’avvocato Federico Benzi, in evidente conflitto di interessi avrebbe curato in prima persona la metamorfosi dell’hotel redigendo o facendo redigere una documentazione per quella che doveva apparire una mera ristrutturazione.

I legali dei tre condannati, soddisfatti dell’esito del processo viste le pesanti richieste di condanna da parte del pm Luca Bertuzzi, hanno comunque preannunciato il ricorso in appello: sull’accusa residua incombe la prescrizione. (a.r.)

 

LASCIA IL TUO COMMENTO >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 2500

Corriere Romagna (©) - 2018 P.Iva 00357860402
logo w3c