RIMINI

13/03/2019 - 07:58

di ANDREA ROSSINI

Rimini, sedotta e “derubata”: 63enne denuncia l'ex più giovane

"Ho la mafia alle costole, se non mi aiuti o parli ti uccidono", la donna sborsa 300mila euro

Rimini, sedotta e “derubata” 63enne denuncia ex più giovane con l’accusa di estorsione

RIMINI. Riempie di attenzioni e regali un uomo molto bello e molto più giovane, ma quando lui chiede di più fino ad arrivare a prosciugarle l’intero patrimonio, lei teme di essere stata ingannata e si rivolge ai carabinieri. Una 63enne riminese, divorziata, ha denunciato l’uomo che per un certo periodo di tempo è stato anche suo convivente con l’ipotesi di estorsione. Se all’inizio della relazione con l’affascinante 45enne lei era felice di aiutarlo economicamente, fino a soddisfare la sua ossessione per la bella vita (che con il suo stipendio non avrebbe mai potuto permettersi), si è ritrovata poi a continuare a tirare fuori dei soldi per lui, fino a svenarsi. Era spaventata dalle storie che lui - dopo averla via via isolata dal resto del mondo - le raccontava. «Ho a che fare con gente molto cattiva, se parli con qualcuno uccidono anche te».

Intrappolata nella gabbia di attenzioni e seduzione che l’uomo le aveva costruito attorno in poco tempo, la donna ha cominciato a credere a qualsiasi cosa dicesse il quarantacinquenne, fino a trovarsi ben presto costretta a vendere la sua attività e a chiedere addirittura un mutuo in banca per “aiutare” il fidanzato. In tutto, sostiene nella denuncia, gli avrebbe dato qualcosa come trecentomila euro, nel giro di pochi mesi. Ora non ha più niente se non il coraggio di reagire. «All’inizio non ho dato peso alle sue pretese di denaro - ha raccontato in caserma - ne ho chiesto conto solo quando si è cominciato a parlare di somme consistenti, come ventimila o cinquantamila euro». Ecco che lui, allora, tira in ballo la criminalità organizzata: «Hanno aiutato mio padre in un momento di difficoltà e ora presentano il conto», le avrebbe detto all’inizio. Poi, però, facendola precipitare in una spirale di paranoia e terrore, le ha fatto credere che “quelli” pretendevano sempre di più e le minacce di morte riguardavano anche lei direttamente. Una volta sul lastrico le è bastato confrontarsi con una familiare per aprire gli occhi. Pensava fosse amore e invece era un bancomat.

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