RICCIONE

13/02/2019 - 00:46

di EMER SANI

Imposte non pagate sulle ex colonie, il Comune di Riccione chiede fallimento della Kiron

Tasi, Imu e Tari, debito da circa un milione su Reggiana e Adriatica. "Società inadempiente nonostante le ingiunzioni"

Imposte non pagate sulle ex colonie, il Comune di Riccione chiede fallimento della Kiron

RICCIONE. Il Comune chiede il fallimento della Kiron srl. L’ente risulta infatti creditore della società di un importo complessivo di circa un milione di euro per imposte non versate, tra Ici, Imu e Tasi. «La misura adottata dalla giunta fa seguito ad una attesa lunga e vana - spiegano dall’amministrazione -, nonostante la notifica delle relative ingiunzioni di pagamento, la società è rimasta inadempiente. Una situazione di elevata insolvenza, che Kiron srl non è in grado di soddisfare: da qui la decisione di proporre istanza di fallimento».

Dieci anni dal progetto

La società doveva realizzare negli intenti il faraonico progetto Futurismo al posto delle ex colonie Reggiana e Adriatica. «Quest’anno ricorrono i 10 anni dalla delibera sul progetto - spiegano dal Comune - per il quale sembrava imminente la realizzazione, salvo concludersi con l’attuale ricorso per dichiarazione di fallimento della società».

I conti non tornano

In particolare risulta non versata l’imposta comunale sugli immobili per le annualità dal 2008 al 2011 per un importo di 207.700 euro, l’Imu per le annualità dal 2012 al 2016 per un importo di 740.353 euro, la Tasi dal 2014 al 2016 per 30.611 euro e la differenza Ici per il 2011 ricalcolata a seguito di denuncia infedele per un ammontante di 695 euro.

Le vie legali nel passato

Non finisce quindi bene l’avventura della società che nel 2004 aveva vinto il bando di concorso per riqualificare le strutture fatiscenti del Marano. Gli immobili erano stati concessi in godimento per 50 anni per procedere alla ristrutturazione e alla gestione. Il disegno originario, che risale a 15 anni fa, era stato ripensato, partendo dalla sola ex Reggiana, ed aveva ottenuto il via libera del Consiglio comunale il 5 novembre 2015, con il rilascio di permesso di costruire e i relativi oneri da pagare. Anche in questo caso la questione si era risolta per vie legali con il Tar (Tribunale amministrativo regionale) che ha respinto l’istanza cautelare della società per la sospensione di rateizzazione del contributo di costruzione. La Kiron aveva presentato ricorso al Tar contro il provvedimento di rilascio del permesso di costruzione e il successivo provvedimento di rateizzazione dell’importo di 250mila euro emanato degli uffici del settore Urbanistica edilizia privata e ambiente. Alla fine del 2018 il Comune ha quindi deciso di recedere dal contratto di concessione delle ex colonie e l’omesso pagamento della prima rata degli oneri di urbanizzazione ha bloccato il rilascio del permesso di costruire. L’amministrazione ha affidamento i due immobili a Geat per la custodia.

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