L'ANALISI

08/02/2019 - 10:06

di SERGIO PIZZOLANTE *

Perchè il Pd dovrebbe dire no al processo a Salvini

Perchè il Pd dovrebbe dire no al processo a Salvini

Penso che Salvini non dovrebbe essere processato dai giudici per la nave Diciotti, ma giudicato, male, molto male dagli italiani. Invece sta succedendo il contrario. I giudici lo vogliono processare e gli italiani lo giudicano bene, molto bene. E penso che il Pd si rivelerebbe non solo opposizione urlante, ma forza alternativa credibile, a questo governo e a Salvini, salvandolo dai giudici. In sostanza, sono d’accordo con Angelo Panebianco, il Pd dovrebbe dire: “Noi siamo totalmente contrari alle scelte di Salvini sull’immigrazione, le contrastiamo e le contrasteremo duramente. Ma questa è una cosa che riguarda solo il confronto politico; la magistratura non c’entra...”. Oltre a “riscattarsi per un trentennio in cui essi — per puro opportunismo — hanno sempre offerto la copertura e il sostegno a tutte le incursioni giudiziarie in politica, anche alle più immotivate, i Democratici metterebbero in gravissimo imbarazzo il governo. Con che faccia esso potrebbe reggere quando al «no» così argomentato del Pd si sommasse il «sì» all’autorizzazione di una parte dei 5 stelle....”. Aggiunge Panebianco.

È così. Il Pd, in un colpo solo, disarmerebbe il Salvini “eroe” e “vittima”, metterebbe in difficoltà il governo gialloverde, butterebbe definitivamente al macero il suo storico “opportunismo giudiziario”, che ha radici profonde e responsabilità gravissime, nel percorso che ha portato l’Italia ad avere non il populismo in sè, ma il suo doppio, rispetto al resto dell’Occidente.

Un percorso che ci ha portato dal moralismo berlinguerriano, al giustizialismo, alla demo-cratura, il primato delle procure sulla politica, il pangiustizialismo, sino al populismo, che sconfina nel panpoliticismo, la pretesa di Salvini, ma anche Di Maio, di essere al di sopra di tutto, di ogni legge, di ogni potere, di ogni morale, di ogni umanità. Con il consenso del popolo. Il tutto impastato di odio, paure, invidie, menzogne, violenza verbale e non solo, razzismo, egoismo e declami di diversità e superiorità.

Tutte queste cose sono, non del tutto, ma in parte sì , figlie del percorso che va dal moralismo berlinguerriano al Pd ante Renzi. La diversità morale dei comunisti di Berlinguer era una fake news. L’Italia Paese più corrotto al mondo e Di Pietro e Borrelli, salvatori della Patria, delle menzogne. La superiorità morale, era cultura dell’intolleranza, che sconfinava nel razzismo. Superiore a chi? Quale morale?

Come ha scritto Ernesto Galli della Loggia in “tre giorni della storia d’Italia”, sulla base di documentazione sovietica esaminata da Zaslavsky, il PCI, dal 73 al 79, prese 32/33 milioni di dollari da Mosca, in parallelo aveva entrate “straordinarie”, che arrivavano al 60% del bilancio, si lamentava Amendola, in una direzione del PCI, i cui verbali sono conservati nell’Istituto Gramsci. E sempre nella stessa riunione Cossutta diceva: “si è creato, in molte federazioni, un sistema per introitare soldi che ci deve preoccupare”. Un sistema, chiaro.

La falsa morale, la morale fatta agli altri, ha attecchito nella testa, nel cuore e nelle viscere di milioni di persone. Assolve te stesso e ti fa diventare intollerante con gli altri.

Questo è un Paese che è cresciuto con l’evasione fiscale di massa, con le pensioni baby, con le pensioni false, con gli appalti pubblici “gestiti”. Canta De Andre: “provate pure a credevi assolti, siete lo stesso coinvolti”. La sinistra è stata coinvolta ma si è assolta, accusando gli altri. Usando la giustizia per fare politica. È questo il germe che ha generato tipi di italiani, anime belle, che si occupano solo della morale degli altri. Per colorare di bianco candido la propria. E’ la cultura del sospetto e del nemico, moralmente inferiore, che ha generato paura ed odio. E mostri. Da Renzi, e in parte anche prima, molte di queste anime belle si sono rovesciate contro il Pd. Conseguenze non intenzionali di azioni intenzionali, eterogenesi dei fini.

Ora il Pd, una parte, sembra voler cancellare il riformismo degli ultimi anni, vergognandosi degli ultimi governi e tornare ad accarezzare le anime belle che adesso votano Di Maio e Salvini. Con l’aggiunta dell’ennesima scorciatoia giudiziaria, votando l’autorizzazione a procedere contro Salvini. Consegnando il potere di fermarlo ai giudici. E non alla politica. Grave errore.

Dovrebbe fare il contrario. Come dice Panebianco.

(*) già Parlamentare

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