RIMINI

04/02/2019 - 12:19

di ENRICO CHIAVEGATTI

Rimini, vuole diplomarsi in un solo anno, truffata dalla super scuola on line

Quasi 8mila euro la cifra richiesta per quattro anni di lezioni in poco meno di cinque mesi

Rimini, vuole diplomarsi in un solo anno, truffata dalla super scuola on line

RIMINI. Poco meno di 8mila euro, per rimettere in pari, in un solo anno con i corsi on line, la propria carriera scolastica e ottenere un diploma di scuola superiore. Titolo di studio che più volte le era stato richiesto, quando si era presentata a un colloquio di lavoro. Una missione impossibile? A quanto pare no, stando almeno alle mirabolanti promesse reclamizzate in radio, televisione e dai promoter di un istituto specializzato in recuperi record di anni scolastici perduti. Un miracolo a cui hanno voluto credere un padre carabiniere e sua figlia, che però si sono scontrati con una realtà totalmente diversa dalle promesse degli spot. Tanto da essere stati costretti a denunciare per truffa aggravata Franco Bernasconi, perugino classe 1947, amministratore della società Cesd srl a cui fa capo una notissima “impresa di istruzione” nazionale. L'imputato da questa accusa si dovrà difendere davanti al giudice monocratico del tribunale di Rimini, il prossimo 25 giugno.

La storia

Era il febbraio del 2015, quando il papà ha deciso di “regalare” alla figlia quel pezzo di carta. Quattro gli anni da recuperare in altrettanti mesi. Subito il genitore e la ragazza hanno diretto le loro attenzioni su quell'istituto pubblicizzato su tutte le più importanti reti nazionali. Entrati in contatto con la struttura, tutte le meraviglie raccontate negli spot, erano state confermate: lei avrebbe seguito quotidianamente delle lezioni on line, avrebbe avuto a disposizione un tutor con cui confrontare i suoi progressi ogni settimana. Il tutto per la “modica” cifra di 7.735 euro.

Pronti via. Le lezioni sarebbero dovute partire non appena il primo bonifico da 650 euro, venne emesso dal carabiniere. Tanta puntualità, non è però corrisposta ad altrettanta efficienza. La piattaforma on line, infatti, non è mai entrata in azione. Dalla sede centrale rispondevano che tutto sarebbe stato sistemato rapidamente. Intanto il papà “speranzoso” staccava altri due assegni, da 3mila e 2.367,50 euro. I giorni però passavano senza lezioni e senza il supporto del tutor che, come specificato nell'esposto presentato dal padre alla procura della Repubblica dall'avvocato Stefano Caroli, nei cinque mesi in cui la “farsa” è andata avanti, si è fatto vedere dalla sua studentessa una sola volta. Ultima annotazione. Al momento di presentare la denuncia, il carabiniere aveva speso poco più di 6mila euro. Questo perchè, l’ultimo assegno consegnato per saldare il conto, non è mai stato incassato.

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