RIMINI

03/01/2019 - 09:13

di ANDREA ROSSINI

Violenza di Capodanno a Rimini, si cerca un conducente con i capelli brizzolati

La ragazza sarà ascoltata alla presenza del magistrato e con l’interprete: si spera possa ricordare altri dettagli

Violenza di Capodanno a Rimini, si cerca un conducente con i capelli brizzolati

RIMINI. Sarà ascoltata di nuovo, alla presenza del pubblico ministero Paola Bonetti e con l’aiuto di una interprete, la venticinquenne turista, originaria dell’Africa, ma domiciliata in Francia per motivi di studio, che sostiene di essere stata violentata a bordo di un furgone mentre impazzava la festa di Capodanno.

La ragazza, che si esprime prevalentemente in francese, ha fornito finora un racconto confuso dei fatti, privo di elementi utili all’identificazione dell’aggressore. La speranza è che la nebbia che avvolge il ricordo di quei momenti sia temporanea. E che con il passare delle ore riesca a essere più precisa.

La studentessa non è neppure in grado di specificare il tipo di violenza subita, se si sia trattato di un rapporto completo oppure no. Oltre allo choc deve fare i conti con qualche bicchiere di troppo. «Era un uomo, penso italiano, brizzolato. Guidava un minivan bianco». Un modello simile a quelli in servizio per trasportare le persone alla festa. Non è molto: i carabinieri, che indagano sull’episodio, avrebbero bisogno di qualcosa di più per fare un passo avanti nelle indagini. Nel frattempo hanno acquisito le immagini di alcune telecamere di sorveglianza all’uscita e nelle immediate vicinanze del palazzetto Rds. È lì che la ragazza ha accettato l’aiuto dello sconosciuto: lui si è offerto di accompagnarla fino all’albergo dove lei sperava di raggiungere le amiche perse di vista tra la folla. Invece si è fermato in un luogo appartato per abusare di lei, anche se non è chiaro come, e poi scaricarla in strada. Una volta in albergo la ragazza si è fatta una doccia e ha atteso la pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri. Accompagnata in ospedale, ha pianto a dirotto davanti ai medici del pronto soccorso: spaventata, in preda all’ansia, e per niente a suo agio anche per l’imbarazzo di doversi spogliare. Nel certificato medico non si fa riferimento a lesioni evidenti.

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