RIMINI

10/12/2018 - 07:06

di ANDREA ROSSINI

Tragedia di Corinaldo, il bodyguard di Rimini: "Tiravo fuori i corpi uno dopo l’altro"

Ermellini: "Lo spray, l’evacuazione e quei maledetti gradini: ci ho messo l’anima, ma era l’apocalisse"

Tragedia di Corinaldo, il bodyguard di Rimini: "Tiravo fuori i corpi uno dopo l’altro"

RIMINI. «Sono stato uno dei primi a soccorrere la massa di gente rimasta schiacciata nella zona della porta. Ho tirato fuori parecchi ragazzi, davvero tanti, ho prestato i primi soccorsi, tutti quelli che potevo tirare fuori, ci ho messo tutto l’impegno, ci ho messo l’anima, tutte le mie forze. Alla fine, ero stremato. Non saprei dire quanti ne ho salvati, anche perché alcuni non si riusciva neppure a capire se fossero vivi o morti. Eleonora, ad esempio, quella mamma, che pensavo di aver liberato dal “mucchio” e che ho portato all’ambulanza con un mio collega, invece non ce l’ha fatta». Gianni Ermellini, 40 anni, riminese, è il «responsabile della sicurezza della Lanterna Azzurra» di Corinaldo (Ancona) l’ex balera nella quale sono morte sei persone, di cui cinque minorenni. L’uomo è un dipendente di un’agenzia di investigazione e sicurezza. Nel locale marchigiano coordina una squadra di dieci “addetti”. 

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