RIMINI

17/11/2018 - 11:39

di THOMAS DELBIANCO

Caccia al cinghiale, scuole chiuse a Mondaino. In provincia di Rimini scoppia la polemica

Gli animalisti: "Azione armata inutile". Il sindaco: "Sono troppi e li troviamo anche nei parchi dei bimbi"

Caccia al cinghiale, scuole chiuse a Mondaino. In provincia di Rimini scoppia la polemica

MONDAINO. Niente scuola per la cattura dei cinghiali, proteste degli animalisti. Ma il sindaco non ci sta: «Troppi cinghiali a pochi passi da scuola e dai campi sportivi, c’è pericolo per i bambini». Gli studenti dell’Istituto comprensivo di Mondaino questa mattina non andranno a scuola. Le lezioni sono state sospese oggi, come ha comunicato il preside alle famiglie, a seguito dell’ordinanza comunale, motivando la decisione «per la cattura o abbattimento di cinghiali selvatici-misure a tutela della pubblica e privata incolumità». Il sindaco Matteo Gnaccolini sottolinea che «c’è un problema importante che riguarda i cinghiali nel nostro territorio. Ce li ritroviamo nel parco dei bambini, nella zona della scuola e dei campi sportivi. Li hanno visti in tanti, i genitori ne segnalano la presenza. L’intervento verrà eseguiti da esperti del settore, e per garantire la sicurezza dei cittadini e degli studenti mi sono sentito in dovere di chiudere la scuola e interdire l’area al passaggio».

Un’iniziativa che non è piaciuta all’associazione animalista Basta Delfinari: «In seguito all’ autorizzazione del sindaco Gnaccolini alla braccata al cinghiale, il dirigente scolastico ha disposto la chiusura di tutte le scuole per lasciare spazio a un far west che vieterà l’ accesso a chiunque non autorizzato alla battuta dalle 8 alle 17. Il Comune di Mondaino preclude il diritto all’ istruzione in favore di una battuta di caccia, togliendo altresì ai cittadini la possibilità di accedere alla zona. Mentre si registrano ormai quotidianamente incidenti di caccia, quasi inesistenti sono gli incidenti che coinvolgono gli ungulati, coinvolti loro malgrado in una caccia alle streghe che li vede ormai vittime designate. Eppure è ormai comprovato che i cinghiali gestiscono la riproduzione in base alle risorse presenti sul territorio e al numero di membri del branco, di qui l’ inevitabile aumento degli animali». E ancora: «La natura non ha bisogno della caccia per autoregolamentarsi, sa benissimo farlo da sola. L’ingerenza umana porta inevitabilmente squilibrio e un’attività come quella venatoria, anche quando autorizzata, altro non è che mera uccisione di animali, condannata dalla legge in alcuni contesti, e agevolata e incentivata in altri. Si chiudono le scuole per far posto a un’azione armata a ridosso del paese, completamente inutile e controproducente».

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