RIMINI

03/11/2018 - 08:32

di ANDREA ROSSINI

Bomba carta a Rimini la notte di Halloween contro centro migranti

I carabinieri indagano su quello che sembra un atto intimidatorio precedutoda un altro “attentato” con molotov inesplose. Nessuna rivendicazione del gesto

Bomba carta a Rimini la notte di Halloween contro centro migranti

RIMINI. Una bomba carta è stata fatta esplodere nella notte di “Halloween”, attorno alle due, sulla soglia del centro di accoglienza per richiedenti asilo di Spadarolo, sede della cooperativa sociale Cento Fiori. Un gesto che ha svegliato di soprassalto gli ospiti e gli operatori, ma che non ha provocato feriti e non è stato accompagnato, finora, da alcuna rivendicazione. Una circostanza, però, lascia pensare che non si tratti dell’opera di “buontemponi” in vena di vandalismi.

Il precedente 2 giorni prima

Nella notte tra il 28 e il 29 ottobre qualcuno aveva gettato contro la stessa porta due bottiglie “molotov” che non sono esplose, sebbene l’innesco fosse potenzialmente idoneo a renderle incendiarie. Dentro c’era la benzina, lo stoppino si è spento durante il lancio, prima del previsto. In quel caso gli operatori se ne erano resi conto soltanto al mattino e ne avevano dato notizia ai carabinieri. Stavolta, invece, il boato è stato fortissimo.

Gli investigatori dell’Arma sono accorsi in piena notte con al seguito i colleghi del nucleo “scientifico” e, fino all’alba, hanno effettuato rilievi, raccolto reperti e testimonianze. Contro l’ingresso, rimasto danneggiato, è stato fatto esplodere qualcosa di più di un grosso petardo: la definizione di “bomba carta” è la più appropriata. Nessuno degli ospiti ha notato niente di sospetto nelle ore precedenti, né tanto meno ha visto qualcuno allontanarsi dalla zona. I responsabili della struttura escludono minacce o intimidazioni. «Mai avuto problemi neppure con i residenti della zona».

Nei primi mesi del 2017 c’erano stati dei lanci notturni di uova e frutta marcia: niente di paragonabile all’esplosione dell’altra notte. Dietro all’accaduto, attualmente senza firma, ci può essere una “mano” intollerante o razzista. E la volontà di intimidire chi, in raccordo con la prefettura, tenta di dare risposte solidali e concreta alla questione degli immigrati in attesa di “protezione umanitaria”. È la pista più probabile, anche se per adesso non se ne esclude nessuna. Il centro di Spadarolo ospita infatti una quindicina di richiedenti asilo provenienti da Ghana, Senegal, Nigeria e Mali.

L’attività va avanti da otto anni, ma la cooperativa Cento Fiori è stata al centro di episodi di cronaca anche prima di impegnarsi nella “gestione” dei migranti. I suoi spazi furono ad esempio teatro, in anni ormai lontani, di una doppia overdose, di un incendio doloso e di una misteriosa tragedia: un giovane emiliano, ex ospite, morì carbonizzato nella propria auto, data alle fiamme probabilmente da lui stesso e parcheggiata nel cortile della cooperativa.

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