RIMINI

03/11/2018 - 15:06

di ANDREA ROSSINI

Da un bar di Rimini lancio di bottiglie contro gli agenti: il questore chiude il locale

Motivi di sicurezza e ordine pubblico: i poliziotti stavano arrestando un rapinatore

Da un bar di Rimini lancio di bottiglie contro gli agenti: il questore chiude il locale per 15 giorni

RIMINI. Un cliente del locale, sotto lo sguardo divertito degli amici, si divertì a lanciare bottiglie e bicchieri contro i poliziotti impegnati in mezzo alla strada in una colluttazione con un rapinatore in fuga. Il tentativo di “sabotaggio” non evitò la cattura del malvivente, ma il responsabile, un nordafricano ubriaco che colpì sia gli agenti sia l’auto di servizio, sfuggì all’identificazione. A distanza di due settimane dall’episodio il questore di Rimini Maurizio Improta, all’esito degli accertamenti affidati alla Divisione amministrativa, ha disposto la sospensione temporanea della licenza al titolare dell’esercizio commerciale che è stato teatro dell’ignobile siparietto.

Si tratta del Bar Bellariva (si trova in viale Regina Margherita). Resterà chiuso per due settimane. Si tratta di un provvedimento amministrativo di natura cautelare e non sanzionatoria basato sull’articolo 100 del Tulps (Testo unico leggi di pubblica sicurezza). Non è una “punizione” per il titolare (evidentemente incolpevole) e infatti prescinde da ogni sua eventuale responsabilità, ma riguarda esclusivamente la «tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini». In particolare, dai controlli effettuati prima e dopo il burrascoso arresto che risale al 18 ottobre scorso, è emerso che il locale nelle ore notturne è spesso «ritrovo di persone pregiudicate o pericolose in quanto dedite a traffici illeciti di sostanze stupefacenti e che, conseguentemente, è utilizzato anche come luogo di convegno da soggetti che ivi si recano per l’acquisto delle medesime sostanze».

In manette, nonostante il lancio di bottiglie e bicchieri, era finito un trentasettenne albanese (difeso dall’avvocato Enrico Graziosi) sospettato di avere rapinato una transessuale tunisina.

Gli agenti delle Volanti, nel frattempo, hanno completato l’opera arrestando anche il complice. Si tratta di un trentenne marocchino, “tradito” tra l’altro dalla profonda cicatrice che gli solca il volto. Gli agenti lo hanno rintracciato all’interno di un albergo mentre era in compagnia di una ragazza. La presenza dell’uomo non era registrata all’interno della struttura ricettiva: un dettaglio che porterà a nuovi accertamenti e a possibili provvedimenti anche nei confronti del titolare.

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