RIMINI

17/10/2018 - 11:25

La consigliera regionale del M5s di Rimini Sensoli in aula con figlio, marsupio e passeggino

L'esponente grillina a Bologna: «Molte mamme sono costrette a rientrare al lavoro al terzo mese del bimbo e non è giusto»

La consigliera regionale del M5s di Rimini Sensoli in aula con figlio, marsupio e passeggino

RIMINI. Mamma e figlio entrano in Regione, ma questa volta è una bella notizia. Merito di Raffaella Sensoli, consigliera regionale del Movimento 5 stelle che ieri ha partecipato ai lavori accompagnata dal figlio di quattro mesi. «Come donne e come mamme – ha detto – abbiamo il diritto di potere stare vicine ai nostri figli, senza rinunciare a lavorare».

“Posso entrare?”

Allora. Dopo una pausa per la maternità, ieri Raffaella Sensoli è tornata a partecipare ai lavori dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna. Con una novità: è entrata con il passeggino e il figlioletto nel marsupio. Aveva interpellato nelle settimane scorse sulla possibilità di partecipare alle sedute col figlio. Non avendo ricevuto risposta, ha deciso di rompere gli indugi. «Avevo chiesto un parere alle commissioni perché il regolamento non fa riferimento a questo ed è la prima volta», ha detto la presidente dell’Assemblea, Simonetta Saliera. «Non ho avuto ancora risposta. Per quanto mi riguarda nulla osta - ha detto ancora - fermo restando che è la madre la responsabile della salubrità dell’ambiente per il bambino».

Parola di mamma

«Spero di avere portato una bella novità». Lo dice Raffaella Sensoli, che ha chiesto e ottenuto di portare il figlioletto di quattro mesi, Leonardo, in Assemblea: è la prima volta in assoluto in Emilia Romagna che un bambino siede nel “parlamentino” regionale con la propria mamma. «Visto che l’Oms incoraggia l’allattamento al seno non me la sento di fare passare mio figlio al latte artificiale», spiega Sensoli in una pausa dei lavori. «Per questo l’ho portato in aula, oltre al fatto che oggi non avevo nessuno a cui lasciarlo. Questo può essere anche un segnale, in una regione che ha un alto tasso di occupazione femminile. Purtroppo molte mamme sono costrette a rientrare al lavoro al terzo o quarto mese di vita del bambino e questo non è giusto».

In questi ultimi anni, sottolinea la consigliera Sensoli, la «politica è molto cambiata, prima le donne erano meno e spesso più avanti con l’età. Io mi ero anche informata sulla maternità, ma per le consigliere non esiste perché non versiamo contributi. Così ho chiesto l’esonero dalle commissioni perché non mi venissero sottratti i gettoni di presenza. Ho chiesto anche, ma per questo servirebbe una modifica di regolamento, la partecipazione in conferenza web alle commissioni, non solo per le neo-mamme ma ad esempio anche per eventuali consiglieri infortunati o disabili».

Sensoli non era al corrente dello scontro in casa Pd avvenuto al consiglio comunale di Bologna legato proprio alla presenza di un bambino (ben più grande però) in aula durante una discussione sull’aborto. «Trovo che i bambini possano venire in contatto con contenuti peggiori nei programmi tv – osserva la consigliera –. Di sicuro in Italia su questo c’è molto da fare».

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