RIMINI

Violenza nei bagni della discoteca a Rimini, il video viene proiettato in aula

Alla sbarra un giovane albanese, la parte offesa era minorenne: «Da allora non mi fido più degli uomini»

15/09/2018 - 08:30

Violenza nei bagni della discoteca a Rimini, il video viene proiettato in aula

RIMINI. «Degli uomini non mi fido più, dal punto di vista sessuale i miei gusti erano altri già da prima dell’accaduto». Secondo l’accusa la ragazza è stata violentata quando aveva diciassette anni nei bagni di un locale della Valmarecchia durante una festa pomeridiana. Chiamata a deporre in aula ha risposto per ore alle domande degli avvocati e del pubblico ministero Davide Ercolani, ha puntato il dito contro l’imputato (un giovane albanese difeso dall’avvocato Umberto De Gregorio). «Ero completamente ubriaca, lui era tra quelli che prendeva da bere, non ho ricordo di come mi sono ritrovata con lui nei bagni, ma ho la sensazione che si sia approfittato di me». L’episodio risale al 2016 ed ebbe grande rilevanza anche perché la scena fu filmata dalle “amiche” sghignazzanti della ragazza da sopra la porta dei servizi pubblici ed ebbe una breve diffusione nella chat della compagnia.

Si tratta di una breve sequenza che ieri il pm Ercolani ha mostrato ai giudici (il collegio è presieduto dal giudice Sonia Pasini, l’udienza si è svolta a porte chiuse). L’allora diciassettenne (casualmente mai inquadrata nel volto), appare del tutto inerte, passiva, abbandonata sulla tazza del water e per niente partecipativa, mentre il ragazzo si appresta chiaramente a consumare il rapporto sessuale. Nelle condizioni in cui si può desumere fosse la ragazza, che non muove un muscolo in balia dell’altro, non si può parlare di consenso. Ed è su questa circostanza che si concentra l’accusa. Le domande dell’avvocato De Gregorio, però, sono state tese soprattutto a inquadrare meglio il contesto dell’episodio controverso. Nell’iniziale interpretazione difensiva si era trattato di una serata tra due ragazzi che si piacevano e avevano bevuto un po’ troppo insieme. Ieri sono stati ascoltati anche i genitori della ragazza. La parte offesa è rappresentata dagli avvocati Piergiorgio Tiraferri e Carlotta Angelini. L’imputato, mai sottoposto ad alcuna misura cautelare era presente in aula. Il processo riprende a febbraio.

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