RIMINI

05/09/2018 - 11:16

Troppo occidentale per il padre: picchiata e minacciata di morte

Pugni e schiaffi alla ragazza fuggita di casa: ha trovato riparo in un centro anti violenza. L’uomo denunciato

Troppo occidentale per il padre: picchiata e minacciata di morte

RIMINI. Uno stile di vita troppo occidentale per il padre, che in più occasioni l’avrebbe minacciata di morte e picchiata per riuscire a “raddrizzarla”. E alla fine la giovane 20enne di origini tunisine, ma nata a Rimini, non ce l’ha fatta più e, dopo l’ennesimo accesso di ira del genitore, ha chiamato la polizia per poi abbandonare la casa e rifugiarsi in una struttura destinata alle donne vittime di violenza.

Botte e maltrattamenti

L’uomo, un tunisino di mezza età, è stato denunciato per minacce ma rischia di rispondere anche per maltrattamenti. Stando ai racconti forniti dalla figlia, il 50enne da tempo non avrebbe infatti digerito lo stile di vita della ragazza che sarebbe stato, secondo lui, poco rispettoso dei precetti dell’islam sin da quando la figlia era diventata adolescente. La giovane, studentessa e nel frattempo capace di trovarsi anche un lavoro, per questo sarebbe stata oggetto da anni di un controllo esasperato da parte del padre, il quale in più occasioni l’avrebbe colpita con schiaffi e pugni al volto.

In fuga da casa

L’uomo, quando in passato ha perso il controllo, avrebbe usato anche un coltello, minacciandola di infilzarla se non lo avesse ascoltato. Scene di ordinaria violenza nella quali a difesa della ragazza, in alcune occasioni, sarebbe intervenuta la mamma. Il padre però è andato avanti certo di avere la ragione dalla sua parte: voleva conoscere gli amici con cui la figlia si frequentava e i ragazzi che vedeva; impedirle di vedere le persone ritenute non adatte a lei; sapere cosa faceva la sera quando era fuori casa e se si comportava seguendo uno stile di vita troppo occidentale. Non solo: l’uomo sarebbe arrivato a minacciare la figlia minore, per avere ulteriori informazioni; nel mirino sarebbero finite anche le amiche della giovane perché “colpevoli” di averla portata sulla cattiva strada. La 20enne tunisina ha quindi deciso di dire basta pochi giorni fa, quando, rientrata da una serata con gli amici, avrebbe affrontato ancora una volta la violenza del genitore: ha chiamato la polizia e, una volta sul posto, gli agenti sono riusciti a stento a calmare l’uomo, il quale ha tentato di scagliarsi contro la figlia, lanciandole un telecomando contro. La giovane ha capito che non poteva più restare: ha abbandonato la casa e chiesto aiuto a una struttura dove, sotto anonimato, adesso proverà a condurre una vita lontano dalle violenze denunciate.

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