LA TRAGEDIA DEI MIGRANTI

01/09/2018 - 10:37

di ERIKA NANNI

La Diocesi di Rimini annuncia: accogliamo i profughi della Diciotti

Il vescovo Lambiasi: un segno positivo, semplice e concreto Galasso: siamo responsabili

La Diocesi di Rimini annuncia: accogliamo i profughi della Diciotti

RIMINI

Tra la ventina di diocesi che da Nord a Sud Italia si sono offerte di accogliere un piccolo numero di migranti della nave "Diciotti", c’è anche quella di di Rimini, che attende l'arrivo di due uomini. «È un segno semplice, positivo e concreto di comunione da parte della nostra comunità cristiana, – ha detto il vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi – una risposta umana e cristiana all’appello di papa Francesco che, più volte, con passione e tenacia, ha chiesto di "aprire le porte ai nostri fratelli immigrati”».

Prigionieri sulla nave

Di fronte a un braccio di ferro politico che non dava segno di risolversi e alla drammaticità della situazione a bordo della nave militare "Diciotti", la Chiesa cattolica ha infatti scelto di intervenire, allargando le braccia per accogliere 100 dei migranti africani. Si tratta di 92 uomini e 8 donne, tutti eritrei, per i quali la Caritas italiana sta coordinando i percorsi di accoglienza e il trasferimento nelle diocesi.

Storie di sofferenza

«Le storie, le sofferenze che si celano dietro ai loro volti, la scoperta delle loro vite non possono che generare in noi profonde riflessioni – commenta il direttore della Caritas diocesana, Mario Galasso – pensiamo a queste persone, a questi 100 migranti eritrei, quanto hanno già troppo sofferto nel deserto, nelle carceri dei paesi di passaggio e, infine, in mare. Abbiamo la responsabilità di fornire loro un punto di approdo dove possano ritrovare la speranza di un futuro possibile».

Le ragioni della Caritas

Queste le ragioni che hanno spinto la Diocesi riminese ad aprire le proprie porte ai due profughi, il cui arrivo è atteso nelle prossime settimane. «Cerchiamo di leggere le migrazioni come "segno dei tempi" – prosegue Galasso – consapevoli che dobbiamo cambiare il nostro sguardo con uno più profondo, capace di andare oltre letture superficiali, uno sguardo capace di guardare più lontano, cercando di indagare il perché del fenomeno e i suoi drammatici risvolti sulla vita di tante persone innocenti».

Fondi dell’otto per mille

A sostegno dell'intera operazione, a livello nazionale, i fondi 8xMille messi a disposizione dalla Conferenza episcopale italiana.

Un intervento che si pone in continuità con il "Protetto. Rifugiato a casa mia", consolidato programma di accoglienza diffusa che ha permesso alla Chiesa italiana, e alla stessa diocesi di Rimini, di accogliere negli ultimi 3 anni oltre 26mila migranti, spesso in famiglie e parrocchie.

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