CATTOLICA

31/08/2018 - 10:59

Bambina scappa dal parco e accusa: «Afferrata da un uomo»

Lui nega: denunciato per violenza privata. Il barista che ha soccorso la piccola: «Era spaventata»

Bambina scappa dal parco e accusa: «Afferrata da un uomo»

CATTOLICA

Attraversa il parco a Cattolica con il cagnolino e viene afferrata per pochissimi secondi alle spalle da un ragazzo africano con il quale non ha scambiato neppure una parola. E’ quanto ha raccontato, in lacrime, ai carabinieri la protagonista della disavventura: una bambina di quasi undici anni. L’episodio è accaduto ieri mattina. Lo straniero, un trentenne venditore ambulante regolarmente in Italia, senza precedenti con la giustizia, è stato identificato dai carabinieri di Cattolica: nega tutto, è caduto dalle nuvole. In attesa di chiarire i contorni dell’episodio narrato dalla bambina, avvenuto in assenza di testimoni, il trentenne è stato denunciato a piede libero per violenza privata. Il reato commesso da chi “con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa”, ma privo di alcuna connotazione sessuale. Che cosa è avvenuto davvero? Il primo a soccorrere la bambina è stato Roberto Marchesi, dipendente del Bar Poker di Cattolica. Un’esperienza che l’ha toccato profondamente, sia come uomo che come padre.

«Mi trovavo nel bar, quando è entrata la bambina. Piangeva. Ha detto che era caduta e che c’era un uomo di colore che la voleva prendere, l’aveva tirata per un braccio, forse per portarla verso un cespuglio. Mentre cercavo di capire cosa fosse successo lei ha indicato un ragazzo che camminava sul marciapiede di fronte: lei ha detto, È lui!». Il liberiano passa spesso dal bar, lo conoscono. «Allora io e un cliente che stava prendendo un caffè siamo usciti e siamo andati verso quell’uomo». Lui era tranquillo e stava là fuori come niente fosse. Non ha cercato di scappare. Avrebbe potuto farlo anche prima. Con un pretesto lo hanno fatto entrare nel bar e poi, una volta faccia a faccia con la bambina, gli hanno chiesto spiegazioni mentre qualcuno aveva già chiamato i carabinieri. L’africano ha negato tutto: si è accalorato nel difendersi in quell’improvvisato processo da bar: Non le ho fatto niente, sta mentendo. «Poi sono arrivati i Carabinieri che l’hanno portato via». L’area verde dove sarebbe accaduto il fatto, tra l’altro, si trova proprio vicino alla caserma. «Avevo già visto la bambina – spiega Roberto – Una volta voleva un ghiacciolo, ma non aveva i soldi con sé, così gliel’ho regalato».

«Più tardi è passato il padre: mi ha detto che non aveva intenzione di denunciare quel tipo, che era a Cattolica da ormai sette anni e non aveva mai fatto nulla». L’episodio è ancora tutto da chiarire, ma il barista che risiede a Cattolica con la famiglia spiega che lui avrebbe agito diversamente. «La bambina è stata fortunata – continua Roberto che non ha dubbi sulla veridicità del racconto della piccola e anche sulla capacità della bambina di interpretare fatti e situazioni – è caduta ed è riuscita a rialzarsi. Con tutto quello che si sente e si legge, anche in questi giorni, dovremmo stare più attenti: fatti come quello accaduto oggi (ieri per chi legge), possono segnare un bambino per la vita». Di certo finora, però, c’è solo lo spavento della piccola, reale e concreto.

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