RIMINI

29/08/2018 - 11:15

Chiusura dei locali, il Silb va da Salvini: «Servono delle modifiche alle leggi»

Indino: «Non consentiamo che fatti che accadono l’esterno del locale si ripercuotano sulle attività». Previsti incontri tra genitori e gestori delle disco per «spiegare il mondo della notte»

Chiusura dei locali, il Silb va da Salvini: «Servono delle modifiche alle leggi»

RIMINI. Sul piano normativo, Silb-Confcommercio nazionale ha in programma «un incontro con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per trovare soluzioni intervenendo con alcune modifiche sull’articolo cento del Tulps: non possiamo consentire che fatti che accadono l’esterno del locale, persino in aree pubbliche, si ripercuotano sulle attività». Lo spiega Gianni Indino, nel consiglio direttivo del Sindacato italiano locali da ballo e molto critico nei giorni scorsi sulle tante chiusure di discoteche che sono avvenute nel territorio riminese. Nella nota inviata dal Silb, si legge anche che «sempre a livello nazionale si sta lavorando per riconoscere la possibilità ai gestori dei locali da ballo di chiamare a rispondere per danni chi adotta comportamenti con conseguenze lesive dell’immagine o del prosieguo dell’attività stessa».

Applicazione Daspo

Insomma, si chiede una serie di interventi per modificare la situazione attuale, continua Indino, il quale oltre a ribadire che il Silb sta «dalla parte delle forze dell’ordine e collabora con esse per favorire controlli e sicurezza», aggiunge anche che «i locali da ballo hanno tutto l’interesse affinché chi commette reati venga allontanato e perseguito, eppure sono costretti a gestire questa situazione con pochi strumenti e a pagare le conseguenze di provvedimenti punitivi, unilaterali e non preventivi». Per questo il sindacato chiede che «che vengano applicati i Daspo anche per chi commette reati in discoteca e non solo allo stadio, di poter perquisire gli avventori, di usare alcol test e metal detector all’ingresso, di avere la possibilità di negare l’ingresso a chi ha già creato disordini».

Posti di lavoro a rischio

Secondo il Silb, infatti, «le discoteche non possono diventare capri espiatori di tutti i mali della società: si sta innescando una percezione pericolosa non solo per l’immagine del territorio e per gli imprenditori che vi operano, ma per gli oltre 42mila lavoratori impegnati nella night life, segmento fondamentale per la nostra economia». E continua Indino: «Contrariamente a quanto afferma qualcuno, il nostro territorio continua ad essere attrattivo, sicuro e innovativo, conservando grande appeal come meta di vacanze». Per questo, spiega l’esponente riminese del Silb, «non c’è un problema Rimini: in tutta Italia purtroppo c’è chi nonostante i propri sforzi vede applicarsi l’articolo cento del Tulps al proprio locale senza che vengano rinvenute responsabilità dirette, né indirette della propria gestione».

A lezione di night life

Sul territorio riminese, conclude Indino, sono in programma varie iniziative: «Per il prossimo autunno abbiamo già messo cantiere l’iniziativa dal titolo “Nessun dorma”, già portata avanti dal Silb-Confcommercio di Modena con grande successo, in cui i genitori sono invitati nei locali in una serie di incontri con i gestori, in cui vengono date tutte le informazioni e le delucidazioni sul mondo della notte e sull’approccio dei ragazzi in questo contesto».

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