RIMINI

Ricambi per moto rubati, denunciati due meccanici di Rimini

Nelle loro officine, box e un garage trovati centinaia di pezzi sottratti da mezzi spariti in diverse province

di ENRICO CHIAVEGATTI

22/08/2018 - 07:42

Ricambi per moto rubati,  denunciati due meccanici di Rimini

RIMINI. Offrire a prezzi scontati non solo tagliandi, revisioni, ma anche parti di ricambio di Ducati, Suzuki, Kawasaki, Yamaha è una cosa che ha fatto lievitare gli affari. Ma ha anche attirato l’attenzione dei carabinieri della Compagnia di Riccione che con l’operazione “Centauro”, portata a termine a seguito dell’ultimo Word Ducati Week, avevano messo in ginocchio una banda proveniente da Cinisello Balsamo, specializzata in furti di moto.

Mezzi che il più delle volte non vengono destinati al mercato estero, ma vengono “cannibalizzati” per diventare parti di ricambio, da poter proporre ai clienti a prezzi stracciati.

Ed è quello che hanno continuato a fare i titolari di due officine di Rimini, già denunciati in passato per gli analoghi reati, i cui nomi sono stati iscritti nel registro degli indagati con le accuse di ricettazione e riciclaggio. Accuse che gli investigatori dell’Arma riccionese hanno contestato anche ad un loro “collaboratore”.

L’operazione

I carabinieri del Nucleo operativo guidati dal tenente Cosimo De Falco li hanno buttati giù dal letto lunedì scorso, quando il sole si era alzato da poco. Muniti di decreti di perquisizione, hanno messo sotto sopra le abitazioni dei tre indagati e i rispettivi box di pertinenza, un garage preso in affitto dalla moglie di uno dei meccanici e, ovviamente, le due officine.

Decine i derubati

Sono stati centinaia i pezzi di moto rinvenuti. Centraline, serbatoi, marmitte, carter, scocche, selle: grazie ai numeri di serie, si sta già risalendo alla loro provenienza. Molte parti provengono da furti messi a segno a Rimini e province limitrofe. Ritrovati anche ricambi cannibalizzati da una moto sparita mesi fa a Milano. Il lavoro di “riassemblaggio” degli investigatori dell’Arma sarà lungo.

I tre indagati, infatti, sono accusati di aver falsificato documenti e manomesso le punzonature dei ricambi, utilizzati per rimettere in carreggiata le uniche due motociclette “intere” rinvenute. Mezzi che non sono risultati provento di furti.

La genesi

Come detto gli ultimi tre denunciati, sono lo sviluppo dell’operazione “Centauro” che lo scorso luglio ha portato all’arresto di quattro ladroni che in occasione del Word Ducati Week, avevano già messo le mani su dieci bolidi della rossa di Borgo Panigale, del valore complessivo di 150mila euro. Particolare curioso. Per non destare sospetti i quattro componenti - tre uomini e una donna di età tra i 29 e i 36 anni, originari di Cinisello Balsamo - si erano portati in riviera anche moglie e figli piccoli.

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