RIMINI

20/08/2018 - 17:44

di ANDREA ROSSINI

Alcolici e minorenni, a Rimini ora rischia il Turquoise: 17enne ferita da bottiglia

Dopo lo stop al Beky Bay sotto la lente altri tre locali. Controllo su orari della musica e addetti alla sicurezza

Alcolici e minorenni, a Rimini ora rischia il Turquoise: 17enne ferita da bottiglia

RIMINI. Dopo lo “stop” di trenta giorni al Beky Bay di Bellaria Igea marina, almeno altri tre locali del Riminese rischiano la sospensione temporanea della licenza. L’ultimo in ordine di tempo a finire sotto la lente della questura per motivi legati all’ordine pubblico e alla sicurezza è il Turquoise, discoteca a cielo aperto sulla spiaggia: la polizia è intervenuta nella notte tra sabato e domenica, attorno alle 2, dopo il ferimento di una ragazza diciassettenne. La giovanissima, poco prima, era stata trasportata al pronto soccorso per essere medicata: aveva delle ferite al volto provocate dalle schegge di una bottiglia di vetro. Un episodio accidentale: lei era seduta in un lettino poco distante assieme a due ragazze e un amico, suoi coetanei, quando si è sentita improvvisamente investire dai frammenti di vetro. Eppure, a colpire gli agenti di pattuglia sul fuoristrada che percorre ogni notte il litorale, è stata la presenza di tanti adolescenti evidentemente ubriachi (la stessa bottiglia in mano al minore era di birra). Alcuni accertamenti avrebbero riguardato anche alcuni addetti della sicurezza alle dipendenze del locale, ma accertamenti più approfonditi spetteranno adesso agli uomini della divisione amministrativa della polizia per valutare eventuali misure da adottare per porre un freno agli eccessi. L’intervento degli agenti, inoltre, era stato sollecitato anche per il presunto sforamento dell’orario consentito per la musica in spiaggia. La situazione di quanto avviene al Turquoise e nei paraggi, e gli eventuali interventi, sarà studiata nelle prossime ore, ma la linea del questore Maurizio Improta è evidente: sono sei i locali chiusi dall’inizio dell’estate, a breve potrebbe toccare ad altri due. L’intenzione è contrastare la filosofia secondo la quale «I locali notturni sono considerati zona franca in cui tutto è possibile» e richiamare utenti e gestori a una maggior responsabilità. «La sicurezza - ha dichiarato Improta alla Stampa - è quasi sempre affidata a personale improvvisato, agente senza esperienza e perfino senza licenza».

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