RIMINI

31/07/2018 - 16:06

di ANDREA ROSSINI

La “tratta” dei cinesi passa da Rimini. Un arresto all’imbarco per Londra

Gli agenti della polizia di frontiera intercettano un uomo con un passaporto falso di Hong Kong

La “tratta” dei cinesi passa da Rimini. Un arresto all’imbarco per Londra

RIMINI. Un cittadino cinese di ventinove anni è stato arrestato dagli agenti della polizia di frontiera dell’aeroporto “Federico Fellini” di Rimini. Al momento di imbarcarsi per Londra, sabato scorso, gli agenti della Polaria, messi sul chi va là da una richiesta di visto che presentava delle anomalie, hanno voluto fare un approfondimento riguardo al suo passaporto di Hong Kong, all’apparenza regolarissimo in quanto riprodotto alla perfezione fin nei minimi dettagli. I sospetti sono stati confermati solo attraverso un’analisi effettuata con delle tecniche sofisticate. A quel punto il cinese è finito in manette sia per l’attestazione di false generalità sia per la presentazione del documento contraffatto. Ieri mattina l’orientale, difeso dall’avvocato Francesco Totti, è stato processato per direttissima e condannato alla pena di un anno e sei mesi di reclusione. Gli agenti sono adesso in attesa del provvedimento di espulsione da parte della questura. Il passaporto posto sotto sequestro, nel frattempo, è stato assegnato alla polizia di frontiera per motivi di studio. Un caso di contraffazione esemplare che la dice lunga sugli interessi che ruotano attorno alla tratta di cittadini cinesi intenzionati a raggiungere e soggiornare illegalmente in Gran Bretagna. Solo una settimana prima gli agenti della polizia di frontiera riminese avevano bloccato altri due cinesi che avevano fatto carte false pur di imbarcarsi per Londra e analoghi episodi si segnalano in altri scali d’Italia. I trafficanti usano passaporti falsi o rubati, principalmente sudcoreani e giapponesi, per facilitare l’ingresso nel Regno Unito. Il 29enne che ha cercato di decollare da Rimini era partito dall’Asia raggiungendo in aereo il Sudafrica. Poi da Johannesburg era arrivato a Roma con un volo di linea. Qui, però, è stato respinto. Non si è dato per vinto e, una volta rientrato clandestinamente in Europa, ha fatto tappa in una stazione di una città della quale non ha voluto fare il nome per ottenere il passaporto falso. Poi, da una località toscana, ha acquistato il biglietto per Londra. All’ultima tappa, però, il suo sogno si è infranto sulla professionalità degli agenti riminesi. Spesso i migranti cinesi vengono preparati a interagire con i funzionari dell’immigrazione a apprendono delle tecniche di comportamento per rendersi invisibili ai controlli. Una volta a Londra da irregolari tanti orientali, illusi da trafficanti senza scrupoli, restano intrappolati nella schiavitù del debito o nella morsa del lavoro forzato.

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