RIMINI

12/07/2018 - 11:14

di ANDREA ROSSINI

Nascose il cane alla giustizia, altri sei mesi per Tavares

Nuova condanna al presunto sfregiatore di Gessica Notaro. Per l’aggressione con l’acido alla ragazza ha rimediato complessivamente 18 anni

Nascose il cane alla giustizia, altri sei mesi per Tavares

RIMINI. Piove sul bagnato per Edson Tavares, il presunto responsabile dello sfregio con l'acido all'ex fidanzata Gessica Notaro, Gli è stata inflitta, infatti, una nuova condanna a sei mesi di reclusione per aver sottratto il proprio cane all'autorità giudiziaria, dopo che l'animale era stato sottoposto a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale per presunti maltrattamenti animali. Al capoverdiano, detenuto a Forlì e difeso nell'occasione dall’avvocato Andrea Tura, non è stato concesso il beneficio della sospensione della pena. La sentenza va così ad aggiungersi, in attesa dei giudizi di secondo grado, alle condanne finora accumulate per complessivi diciotto anni di reclusione. Nel corso del processo per lo stalking all’ex fidanzata Tavares, parlando del suo Shark, un pitbull di due anni, si era addirittura commosso in aula, scaldandosi davanti alle contestazioni del pm Marino Cerioni (per i presunti maltrattamenti consistiti nel taglio delle orecchie a fini estetici ha preso un anno e mezzo di reclusione, mentre il veterinario autore della mutilazione è finito alla sbarra a Pesaro per la medesima accusa). Quella contestazione aveva fatto infuriare Tavares. Durante il periodo della persecuzione a Gessica, mesi prima dell’agguato con l’acido, il capoverdiano finì in cella di sicurezza per una notte (la prima della sua vita dietro le sbarre) proprio per opporsi ai forestali venuti a sequestrargli il cane. Gli fu poi restituito in custodia giudiziale, ma al momento dell’arresto all’indomani dello sfregio, Shark non era più in casa. Solo qualche tempo dopo i carabinieri individuarono la persona a cui Tavares lo aveva ceduto, sostituendolo con un altro forse nella speranza che lo scambio non venisse notato, infrangendo così l’ordine del giudice. Per la sottrazione del cane l’imputato rischiava una pena fino a due anni.

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